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Riforma pensioni 2016 ultime novità: lavoratori precoci e sindacati contro Tito Boeri per il tetto dei 43 anni di contributi

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel suo Piano sulle modifiche da apportare al sistema previdenziale adottato con la legge Fornero nel 2011, non ha inserito alcuna tutela specifica per i lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno iniziato a lavorare in giovane età e che pur non avendo raggiunto il requisito anagrafico hanno alle spalle oltre 40 anni di contributi versati. Boeri, tuttavia, ha avanzato la proposta che essendoci correzioni attuariali si potrebbe non applicare il collegamento automatico alla speranza di vita, bloccando il requisito contributivo a 43 anni per gli uomini e 42 anni per le donne,  come requisito contributivo di accesso alle pensioni anticipate.

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L’ipotesi di Tito Boeri ha fatto insorgere i sindacati confederali di Cgil, Cisl, Uil, che al contrario chiedono con forza l’applicazione della Quota 41, cioè uscita dal lavoro con 41 anni di contributi così come previsto nella proposta presentata da Cesare Damiano e Pier Paolo Baretta. A maggior ragione perché la categoria dei lavoratori precoci è composta principalmente da operai non specializzati con salari bassi e impegnati spesso in lavori usuranti.

Ora, le aspettative e le speranze di questi lavoratori ora sono rivolti verso il Governo di Matteo Renzi che si è impegnato a presentare al più presto nei primi mesi del 2016 una proposta per rendere più flessibile in uscita l’attuale sistema previdenziale. In questo caso i lavoratori sperano che il Governo non si attenga solamente alle proposte del Piano Boeri, perché non offrirebbe risposte alle loro legittime richieste.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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