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Riforma pensioni 2016 ultime novità: Opzione Donna e proroga, intervista esclusiva alle lavoratrici dopo ​l’approvazione della Legge di Stabilità

Nel nostro giro di ascolto delle categorie dei prossimi pensionandi, alla luce delle norme previdenziali adottate nella Legge di Stabilità e nella prospettiva dell’apertura del dossier riforma delle legge Fornero nel 2016 abbiamo, intervistato le amministratrici del gruppo “Opzione Donna Proroga al 2018″

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Qual è il vostro giudizio sulle misure varate con la Legge di Stabilità?
Noi non desideriamo entrare nel merito delle misure economiche decise dal Governo, possiamo solo esprimere tutto il nostro rammarico per non aver inserito misure migliorative alla Riforma Previdenziale Fornero ed accogliere così le richieste pressanti arrivate dalla nostra generazione ‘52/’62 in questi ultimi mesi.
Il Parlamento ed il Governo sembrano non voler capire, o ignorare, che ci stiamo battendo non per un “regalo”, ma per un diritto, il diritto di riavere quanto versato in una vita di lavoro.

La soluzione escogitata in extremis del “contatore” come l’avete accolta?
L’istituzione del “contatore” si potrebbe paragonare al gioco della roulette: se ci sono i risparmi tu vai, se non ci sono non vai, anche se hai i requisiti.
Certo, per le Amiche del Comitato Opzione Donna 4° Trimestre rappresenta l’unica possibilità per poter accedere alla pensione e lo capiamo perfettamente, ma è comunque per tutte loro un restare in stand-by ancora per molti mesi e questo uno Stato serio e responsabile non dovrebbe permetterlo. Per quanto riguarda il nostro Gruppo Proroga Opzione Donna 2018, non riteniamo che possano esserci spiragli concreti, ma certamente cercheremo di monitorare le verifiche sul numero di trattamenti pensionistici erogati fino al 30 settembre 2016 e capire se ci potrà essere spazio anche per noi.

“Opzionedonnenessunaesclusa” è un obiettivo raggiungibile alla luce dei nuovi provvedimenti?
“Opzionedonnenessunaesclusa” sarà un obiettivo raggiungibile soltanto quando tutte, ma proprio tutte, le donne che vorranno accedere ad Opzione Donna avranno la certezza di poterlo fare liberamente una volta raggiunti i requisiti previsti, così come quando sarà risolto anche il nodo della gestione separata, che riguarda le lavoratrici autonome. Questo per un principio di giustizia ed uguaglianza.

Cosa pensate dei 2,5 miliardi di euro stanziati dal Governo?
Sì, riteniamo siano sufficienti. Secondo noi, la valutazione sui fondi è stata effettuata sulla base di una platea ampia di lavoratrici che potrebbero accedere ad Opzione Donna; non dimentichiamo però che è una scelta e come tale, ad esempio, tante di noi vicine magari al traguardo del pensionamento anticipato attualmente in vigore, non sceglieranno certo questo regime pensionistico.

Cosa avete ancora da chiedere al Governo?
La nostra principale richiesta è quella di rendere strutturale Opzione Donna nell’ambito del ragionamento che il Governo farà sul superamento della Legge Fornero. Una seconda richiesta, ma non meno importante della prima, anzi forse di più, è quella di lasciare eventuali risparmi ad Opzione Donna, in modo che il “contatore” possa essere esteso anche a chi matura i requisiti nel 2016 ed oltre e che non siano dirottati verso altri scopi, seppur previdenziali.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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