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Riforma pensioni 2016 ultime novità: Opzione Donna, intervista alle lavoratrici nate nell’ultimo trimestre 1957-1958

Uno degli interventi principali sul capitolo previdenza contenuto nella Legge di Stabilità è stato quello su Opzione Donna, ma lo strumento del “contatore” per monitorare costantemente la spesa dei 2,5 miliardi di euro stanziati, con lo scopo di riutilizzare i risparmi per lo stesso regime ha diviso l’opinione di molte donne lavoratrici. Noi di UrbanPost abbiamo interpellato Rossella Lo Iacono, una delle amministratrici del gruppo Facebook Opzione Donna Ultimo trimestre 1957-1958.

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Come avete accolto le misure introdotte dalla Legge di Stabilità?
La Legge di Stabilità 2016 nel suo complesso potrebbe essere considerata una buona legge di ampio respiro volta a migliorare il Paese, ma purtroppo è nei dettagli  che si evincono le sue gravi carenze, con particolare riguardo alle Donne. Nell’ultimo anno si è condotta una lunga battaglia per chiedere ed ottenere dal Governo la giusta applicazione della Legge Sperimentale 243/04 art. 1 comma 9 , la c.d Opzione Donna, la cui vigenza era prevista fino al 31/12/2015, che ingiustamente era stata compressa da due circolari dell’Inps. Sembrava che il Governo si fosse reso conto della ingiustizia perpetrata a carico di migliaia di Donne (con le quali la Nazione ha un debito di riconoscenza, visto che sono esse stesse il Welfare  che in Italia è quasi inesistente), ma in Legge di Stabilità con una ratio del tutto incomprensibile il Governo ha consentito solo alle Donne nate entro il 30/9/57 (per le autonome ) e il 30/9/58 (per le dipendenti), imponendo l’applicazione dell’Aspettativa di Vita – non prevista nella Legge originaria – di poter chiedere ed ottenere la Pensione di Vecchiaia con il sistema di calcolo contributivo.
Clamorosamente, e nonostante la strenua battaglia compiuta da tutta la Commissione Lavoro alla Camera presieduta dall’On. Cesare Damiano (cui va tutta la nostra riconoscenza), le Donne dell’Ultimo Trimestre 1957/1958, tramite un emendamento, sono riuscite ad ottenere un risultato non risolutivo, vale a dire l’istituzione di un c.d. “contatore” che altro non è che un monitoraggio per la verifica del numero esatto delle Donne che proporranno domanda di pensione, e il  conseguente controllo dei fondi stanziati i cui risparmi dovranno rimanere vincolati per consentire a tutte, compreso l’Ultimo Trimestre di andare in pensione.”

Che cosa ne pensate del “contatore”?
“Per come sono andati i fatti, l’istituzione del “contatore” è l’unica possibilità per noi dell’Ultimo Trimestre di poter ancora ambire alla pensione con 57 anni di età e 35 di contribuzione. Ciononostante moltissime hanno mal digerito la palese differenza di trattamento tra coloro che ormai sono certe di poter andare in pensione perché nate entro settembre, e coloro che nate tra ottobre e dicembre si vedono sostituita la “certezza” con la  “possibilità” .”

I 2,5 miliardi di euro stanziati dal Governo la ritenete una somma sufficiente?
“Tutto sommato, riteniamo che siano sufficienti. Sono stati valutati considerando un ‘ampia platea di Donne che potrebbero usufruirne e ci speriamo veramente tanto…Verificheremo costantemente tramite lo strumento del “ Contatore”.

Avete altre richieste da fare al Governo?
“La nostra richiesta è sempre la stessa, poter andare in pensione con il regime c.d. Opzione Donna, ma stando così le cose, ed essendo rimaste in stand by, chiediamo fortemente che il c.d. “ contatore” sia sotto stretto controllo di coloro che ne hanno interesse  e  periodicamente verificabile, mensilmente, o al massimo trimestralmente, atteso che i fondi stanziati non sono rimpinguabili e solo con i risparmi ottenuti si potrà ampliare la platea di coloro che avendone i requisiti chiedono l’accesso a “ Opzione Donna”.”

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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