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Riforma pensioni 2016 ultime novità: Opzione Donna, part-time e anticipate, come poter uscire prima dal lavoro

Il Governo con la prossima Legge di Stabilità deve risolvere alcuni problemi dell’attuale sistema previdenziali determinati dalla rigidità della legge Fornero, a partire dalla questione dei cosiddetti lavoratori esodati cioè di coloro che sono rimasti senza lavoro e senza pensione ed ancora sono fuori dai diversi interventi di salvaguardia. I due temi di fondo della questione previdenziale son quello della sostenibilità dei conti dell’Inps e quello della maggiore equità tra i diversi trattamenti pensionistici che si sono creati con alcuni provvedimenti per tante categorie di lavoratori. L’adozione di un sistema previdenziale più flessibile con la possibilità di uscire prima dal lavoro dovrà avere il minor costo possibile per i bilancio pubblico, mentre una maggiore equità si potrà ottenere con una riforma di carattere strutturale rivolta a tutte le categorie dei lavoratori e destinata a durare per molto tempo.

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Il Governo è arrivato alla stretta finale sulle concrete misure di maggiore flessibilità, l’ipotesi più accreditata è quella di permettere l’uscita anticipata dal lavoro ai lavoratori che nel 2016 raggiungeranno il requisito di 63 anni e sette mesi di età e 35 di contributi con una penalizzazione dell’assegno pensionistico del 3-3,5% annuo. I lavoratori interessati senza distinzione di genere dovrebbero essere quelli nati tra il 1952 e il 1953.

Alle lavoratrici verrebbe concessa la possibilità del pensionamento anticipato attraverso un meccanismo rinnovato dell’Opzione Donna, con l’uscita anticipata a 58 anni di età e 35 di contributi e una penalizzazione del 3% annuo fino ad un massimo di tre anni. Verrebbe riproposta in via sperimentale fino al giugno 2018, la possibilità per i lavoratori dipendenti del settore privato di avere la quota di liquidazione nella busta paga mensile, aggiustando l’attuale aliquota fiscale che non ha reso conveniente questo anticipo. Nel Jobs Act è stata già introdotta un’opportunità di anticipo della pensione con il contratto di solidarietà espansiva per mezzo del quale i lavoratori prossimi alla pensione, possono richiedere il part-time con la sostituzione di lavoratori giovani. Questa possibilità riguarda i lavoratori che hanno raggiunto 64 anni e almeno 20 anni di contributi, in questo caso il lavoratore, chiedendo il part-time percepirà lo stipendio sulle ore lavorate insieme a parte della pensione calcolata sui contributi già versati.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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