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Riforma pensioni 2016 ultime novità: Opzione Donna, perché il Governo dovrebbe prorogarla? Intervista al familiare di una lavoratrice

Come Urbanpost proseguiamo nel nostro itinerario informativo sulle condizioni dei lavoratori “richiedenti pensione” e delle loro famiglie. Abbiamo voluto ascoltare l’opinione di Roberto Andrighetto, coniuge di una lavoratrice iscritta al gruppo “Opzione Donna Proroga al 2018”

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Come vive la situazione di familiare di una lavoratrice che chiede la proroga del regime Opzione Donna?                                                                                                                                    “La vivo con la stessa frustrazione di chi si sente inascoltato dal potere. Quando chi ti governa appare infastidito da una richiesta di libertà di scelta che dovrebbe apparire ovvia, cioè la scelta di riavere i propri contributi restituiti sotto forma di pensione, senza oneri per lo Stato, rabbia e frustrazione si mescolano. Ai familiari non resta che la solidarietà verso chi tanto ha dato per la propria famiglia”.

Quanto incide sulle famiglie non beneficiare della misura Opzione Donna?
Incide molto, moltissimo! Quelle che sono le attenzioni che solo le donne sono in grado di offrire ai figli, ai nipoti, ai genitori invalidi vengono a mancare. Le loro residue energie vengono spremute esclusivamente in luoghi di lavoro dove spesso le donne quasi sessantenni, subiscono solo mobbing e vessazioni. Ai figli, ai nipoti, ai genitori anziani invece di serenità ed aiuto si offrono solo ulteriori tensioni e disagio”.

Perché il Governo dovrebbe protrarre il regime Opzione Donna?
Perché le donne sono la soluzione perfetta e a costo zero per sopperire a un welfare insufficiente se non assente offerto dallo Stato alle categorie familiari più deboli. Perché si libererebbero posti occupazionali a donne giovani più motivate e performanti, come viene richiesto oggi dal mondo del lavoro. Ricordo che abbiamo sempre il dato drammatico del 40% di disoccupazione giovanile”.

Lavoratori e pensionati sono così poco ascoltati dalla politica: chi è interessato concertatamente a loro?                                                                                                                             “Credo che i lavoratori e chi già è in pensione una qualche tutela da sindacati e qualche movimento politico la trovino. Anche se in genere i sindacati contano sempre meno e i movimenti politici che si adoperano per quelle categorie sono in minoranza. Il dato drammatico riguarda invece chi é “richiedente pensione”, cioè coloro che si sono visti derubati di un diritto che credevano acquisito. Esodati, donne. Allora praticamente spariscono i sindacati e i movimenti politici si riducono solo a qualche sparuto esponente…”.

Come andare oltre ai semplici gruppi di protesta su Facebook?
“Non saprei, qui si tratta di una battaglia tra Davide e Golia nella quale Davide è ancora più debole e Golia molto più forte. Tanto forte che il controllo dei media permette loro di introdurre personaggi come Fornero e Monti, ormai scomparsi politicamente, nei talk show più seguiti. La strategia è quella di far difendere a loro l’indifendibile riforma pensionistica senza sporcarsi le mani, per lasciare tutto così! Che strumenti possono rimanere a donne che onestamente hanno dedicato una vita al lavoro ed al sostentamento dei bisogni primari di una famiglia? Solo uno: continuare la lotta, per quanto impari essa sia…”.

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