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Riforma pensioni 2016 ultime novità: Opzione Donna proroga al 2018 e Rete dei Comitati degli esodati continuano le loro battaglie

Le lavoratrici che si sono iscritte al gruppo “Opzione Donna proroga al 2018” sono pronte a continuare la loro battaglia per arrivare alla proroga fino al 2018, del regime sperimentale che consente alle donne di poter andare in pensione con 57 anni di età e 35 di contributi, accettando in cambio il calcolo della loro pensione integralmente con il sistema contributivo. Sulla pagina Facebook del loro gruppo sono stati pubblicati parecchi messaggi che se da un lato mostrano il loro compiacimento per le tante lavoratrici che usufruiranno del beneficio di opzione Donna per andare in pensione, dall’altro evidenziano la loro determinazione a battersi perché le altre lavoratrici nate nel ‘59 e nel ‘60 abbiano pure loro questa opportunità di uscita anticipata dal lavoro.

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Anche i lavoratori esodati non demordono e annunciano, attraverso la Rete dei Comitati degli esodati, che nei primi tre mesi del 2016 chiederanno al Parlamento di adottare un altro provvedimento di salvaguardia, si tratterebbe dell’ottavo dal 2012, per estendere la tutela anche agli altri 24mila lavoratori che ancora ne sono rimasti privi. La battaglia si preannuncia complicata, anche perché il Governo ritiene esaustivo il provvedimento stabilito nella Legge di Stabilità. La Rete dei Comitati degli esodati confida sulla disponibilità dei parlamentari delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato che hanno dimostrato di avere contezza della situazione rispetto ai lavoratori ancora non tutelati.

Il segretario nazionale del Partito dei Pensionati, Carlo Fatuzzo rilancia una questione che già è stata oggetto di polemiche durante il dibattito sulla Legge di Stabilità, quando è stato respinto un emendamento che voleva escludere che la pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento fossero utilizzate per calcolare l’Isee. In questo modo chi percepisce questa indennità rischia di rimanere escluso dall’accesso gratuito a servizi per loro indispensabili. Secondo Fatuzzo si tratta di: “un provvedimento che per i disabili e le loro famiglie provoca situazioni gravissime, se non drammatiche, considerare reddito misure di sostegno alla invalidità, è assurdo e non può essere considerato neppure uno strumento utile al contrasto all’evasione fiscale”.

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