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Riforma pensioni 2016 ultime novità: Opzione Donna proroga nella Legge di Stabilità, Marialuisa Gnecchi sollecita il Governo

Le lavoratrici del “Comitato Opzione donna”, che hanno promosso la class action contro l’Inps per l’annullamento delle circolari restrittive del 2012, aspettavano speranzose l’esito dell’udienza davanti al Tar del Lazio che si è ottenuta il 6 Ottobre, ma non ci sono state risposte certe e il Tar ha cominciato ad esaminare la pratica e ha rinviato per la sentenza. Ora la Cgil attraverso il suo patronato Inca, in un convegno sugli effetti per i trattamenti pensionistici del progressivo passaggio al sistema contributivo ha rilanciato l’urgenza della proroga dell’Opzione Donna per confermare la possibilità alle lavoratrici di andare in pensione con 35 anni di contributi e 57 di età.

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L’esponente del Pd, Maria Luisa Gnecchi, componente della Commissione Lavoro della Camera, impegnata a sostegno della richiesta di proroga delle lavoratrici, ha ricordato come anche l’Inps insieme al ministero del Lavoro nell’audizione in Commissione del 7 agosto, convergessero su un’interpretazione meno rigida per consentire alle lavoratrici che avessero acquisito i requisiti anagrafici entro il 31 dicembre 2015 di poter usufruire dell’Opzione Donna. Ma senza il consenso del ministero dell’Economia resta tutto fermo e le lavoratrici devono aver maturato i requisiti entri novembre 2014.

Il mancato consenso del ministero dell’Economia penalizza oltremodo le donne lavoratrici, perciò l’onorevole Gnecchi invita il Governo a mantenere gli impegni assunti e a trovare una soluzione al problema già con la Legge di Stabilità 2016, dando risposte alle lavoratrici che sono già discriminate durante la loro carriera lavorativa, devono subire delle pause per la maternità e per la famiglia e infine percepiscono pensioni inferiori a quelle dei loro colleghi uomini. Dai dati presentati dall’Istat tra i lavoratori della fascia tra i 16 e i 64 anni, solamente sei donne su dieci hanno avuto un percorso lavorativo continuo, mentre sono aumentate il part-time e le carriere discontinue, con meno retribuzioni medie e contribuzioni versate, a ciò si aggiunge che tre donne su dieci che lavorano dopo il primo figlio rimangono a casa per la triste incompatibilità tra lavoro e vita familiare.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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