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Riforma pensioni 2016 ultime novità: Pensione anticipata a 62 anni e 35 di contributi, per Cesare Damiano è sostenibile

La partita della Riforma delle pensioni, che il Governo si è impegnato a mettere in campo nel 2016, si gioca principalmente a Bruxelles, nella trattativa tra il Governo italiano e le istituzioni comunitarie. Se il premier Matteo Renzi riuscisse a spuntarla sui margini di flessibilità extra deficit, allora la possibilità di modificare la legge Fornero crescerebbe di molto perché ci sarebbero risorse utilizzabili per la maggiore flessibilità in uscita, al contrario se addirittura venisse avviata la procedura di infrazione si dovrebbe rivedere tutta la manovra finanziaria e la riforma delle pensioni difficilmente rimarrebbe nell’agenda del Governo.

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Quindi la questione della flessibilità pensionistica si scontra con il tema più generale dei cnti pubblici e della sostenibilità del costo immediato che comporterebbe una misura di pensionamento anticipato. Cesare Damiano che si continua a battere per la possibilità di andare in pensione a 62 anni e sette mesi con 35 anni di contributi e una penalizzazione dell’8% sull’assegno previdenziale, sostiene che: “Sui conti è evidente che c’è un costo per l’anticipo, ma l’assegno è tagliato per sempre quindi avremmo un risparmio dai 66 anni agli 85 anni che è l’età media di vita degli uomini e delle donne. Secondo me riusciamo più o meno a pareggiare i conti, con un grande vantaggio. Tra 30 anni quel giovane che ha oggi 35 anni ne avrà 65, per andare in pensione nel 2046 deve avere 69 anni e 5 mesi di età, oppure 45 anni e 8 mesi di anzianità. Io dico, un futuro nel quale si lavora a 70 anni per mantenere a casa figli e nipoti disoccupati è un futuro assurdo e ci vuole la flessibilità”.

Il presidente Damiano ha ricordato che la Commissione Lavoro da lui presieduta ha incardinato la discussione sul suo disegno di legge:  “Noi l’11 di febbraio ci incontriamo per la seconda volta con l’Inps e con il Ministero del lavoro per rifare i conti. Ci hanno fatto delle domande, abbiamo dato i nostri chiarimenti: così sapremo finalmente quanto costa questa proposta che consentirebbe di anticipare di quattro anni l’uscita dal lavoro”. Inoltre resta la questione dei lavoratori precoci: “Ci sono i 41 anni per i cosiddetti precoci, per andare in pensione indipendentemente dall’età e senza penalizzazione. Quindi questa è la grande battaglia, è evidente che anche su questo punto c’è un problema di costi”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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