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Riforma pensioni 2016 ultime novità: pensione anticipata a 63 anni e 7 mesi e beneficio per i precoci come propone Tito Boeri?

Il governo di Matteo Renzi, difficilmente potrà sfuggire all’impegno di affrontare la riforma del sistema previdenziale, adottato nel 2011 con la Legge Fornero. Nelle prossime settimane potrebbero essere riprese alcune delle proposte presentate a novembre nel Piano del presidente dell’Inps, Tito Boeri. La maggiore flessibilità in uscita partirebbe da un’uscita a 63 anni e sette mesi con meno vent’anni di contributi, con una soglia minima dell’importo dell’assegno previdenziale. I lavoratori che opterebbero per l’uscita anticipata subirebbero una penalizzazione attraverso il ricalcolo dei montanti con il metodo retributivo, fino a un massimo del 10% per il periodo di anticipo maggiore.

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Attualmente la Legge Fornero all’articolo 24 comma 11, per i soli lavoratori che hanno il sistema contributivo puro (cioè con un’anzianità contributiva antecedente al 31 dicembre 1995), prevede la possibilità di accesso alla pensione a 63 anni di età, analogamente ora questa proposta vorrebbe offrire questa opportunità anche ai lavoratori che hanno un sistema misto retributivo/contributivo. Però l’anticipo dell’uscita avverrebbe in cambio di una penalizzazione della parte della pensione calcolata con le quote retributive, si tratterebbe di una decurtazione che va dal 9,4% per l’anticipo di tre anni rispetto ai 66 e sette mesi e con una diminuzione che passerebbe al 6,5% con 64 anni e sette mesi e al 3,3% con 65 anni e sette mesi. Per accedere alla pensione, oltre al requisito anagrafico c’è quello di una contribuzione effettiva minima di vent’anni e inoltre una pensione che non può essere al di sotto di un minimo di 1.200-1.500 euro lordi al mese. Qualora questo importo-soglia non possa essere raggiunto, ci può essere un accordo tra lavoratori e datori di lavoro, versando a questi lavoratori i contributi necessari interamente nel mese prima del raggiungimento della pensione.

Questa proposta risulterebbe lievemente più penalizzante rispetto al disegno di legge Damiano/Baretta che invece offrirebbe la possibilità di uscire con 4 anni di anticipo, partendo dai 62 anni e sette mesi e una minore penalizzazione del 2% annuo. Infine anche nel caso della proposta Boeri si prevede un piccolo beneficio per i lavoratori precoci. Questi lavoratori che hanno cominciato a versare i contributi prima del 18° anno di età potrebbero andare in pensione senza subire l’adeguamento attuariale, ottenendo la pensione a partire dai 63 anni e sette mesi.

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