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Riforma pensioni 2016 ultime novità: pensione anticipata a 62 anni e misure per esodati e precoci, sindacati e lavoratori premono sul Governo

Cgil, Cisl e Uil hanno promosso una manifestazione nazionale per il 2 aprile che si articolerà in moltissimi presidi nelle varie città italiane per sostenere la loro piattaforma unitaria sulla riforma delle pensioni. La parola d’ordine per la mobilitazione nazionale è: “Cambiare le pensioni e dare lavoro ai giovani”. Le richieste del sindacato riguardo alle modifiche della legge Fornero vertono principalmente sulla possibilità di andare in pensione raggiunti i 62 anni di età, chiudere definitivamente la vicenda dei lavoratori esodati con l’ottava salvaguardia, rendere gratuite le ricongiunzioni attualmente onerose dei contributi versati in diverse gestioni, riconoscere in termini previdenziali il lavoro di cura dei familiari e soprattutto superare il sistema contributivo per garantire ai giovani che hanno vite lavorative precarie e discontinue, una futura pensione dignitosa.

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Nel documento con cui si promuove la vertenza pensioni i sindacati hanno scritto: “Devono essere inseriti elementi correttivi sul funzionamento del sistema contributivo in grado di assicurare un trattamento pensionistico adeguato e dignitoso anche a chi svolge e ha svolto lavori saltuari, discontinui, con retribuzioni basse o è entrato tardi nel mercato del lavoro. Forme d’integrazione ai trattamenti bassi devono essere riaffermate anche per le pensioni future, calcolate con il metodo contributivo. Occorre ripensare la gestione separata INPS che, a fronte di un progressivo aumento della contribuzione, accorda tutele diverse e minori agli iscritti, rispetto alla generalità dei lavoratori. È anche utile promuovere schemi di solidarietà intergenerazionale, attraverso il ricorso alla contribuzione figurativa, per incentivare l’utilizzo volontario del part time fra i lavoratori anziani negli ultimi anni della carriera lavorativa, collegandolo all’assunzione dei giovani, secondo le modalità previste dagli accordi collettivi.”

Sulla flessibilità in uscita i sindacati chiedono al Governo o la soglia minima dei 62 anni di età o il sistema delle “quote” che somma età e contributi. Si dichiarano disposti ad accettare una penalizzazione sulla futura pensione in cambio dell’uscita anticipata, ma non il troppo penalizzante calcolo con il metodo contributivo dell’assegno previdenziale. Per i lavoratori precoci viene richiesta la Quota 41 per la pensione anticipata, senza penalizzazioni e senza limiti di età.

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