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Riforma pensioni 2016 ultime novità: pensione anticipata e flessibilità, per Cesare Damiano il Pd dovrà rispettare gli impegni

Passato il fine settimana pasquale riprende il confronto politico sindacale sulla riforma della legge Fornero, tanto attesa da moltissimi lavoratoti prossimi alla pensione e rimasti bloccati dall’attuale rigido sistema previdenziale. Il 2 aprile Cgil, Cisl e Uil manifesteranno in moltissime città italiane con la parola d’ordine “Cambiare le pensioni e dare lavoro ai giovani”, mentre il 4 aprile il Partito democratico del premier Matteo Renzi riunirà la direzione nazionale per un chiarimento delle diverse posizioni anche sulla questione della riforma delle pensioni, dove si confrontano l’area di maggioranza vicino al premier, che tiene una posizione prudente rispetto alle modifiche dell’attuale sistema previdenziale e la sinistra interna più vicina ai sindacati che invece reclama u intervento incisivo per introdurre al più presto una maggiore flessibilità.

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Nel Partito democratico certamente bisognerà tener conto che nella prossima primavera arriva un importante appuntamento elettorale amministrativo, dove sono interessati le città di Roma, Milano, Napoli e Torino e in questa logica la riforma delle pensioni è uno degli argomenti di molta popolarità, per cui non è da scartare l’ipotesi che il Governo Renzi possa giocarsi questa carta. In questo senso assume molta importanza la richiesta di flessibilità sui conti che il Governo italiano ha portato sui tavoli di Bruxelles dove si vorrebbe ottenere il margine per intervenire sia sul calo delle tasse che sulla maggiore flessibilità pensionistica.

Tra la richiesta dei sindacati di pensionamento anticipato a 62 anni senza penalizzazione e la proposta del presidente dell’Inps, Tito Boeri, a cui ha fatto occhiolino il premier Mateo Renzi, di pensione anticipata a 63 anni con il 3% di penalizzazione, l’ipotesi “mediana” potrebbe diventare quella del presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, di uscita a 62 anni e 35 anni di contributi con il 2% di penalizzazione. Lo stesso Damiano vede di buon occhio la manifestazione dei sindacati per premere sul governo Renzi e ritiene che la sinistra del Pd deve mantenere l’impegno sui temi del lavoro e della previdenza: “E’ ora che la sinistra riformista che ha grandi responsabilità per la situazione che si è determinata batta un colpo e proponga un orizzonte alternativo. Più crescita e meno rigore. Incentivi strutturali al lavoro stabile per battere la precarietà e flessibilità nelle pensioni per far uscire dal lavoro i più anziani e aprire le porte delle aziende ai giovani“.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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