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Riforma pensioni 2016 ultime novità: pensione anticipata e Quota 41 per i precoci, crescono le pressioni sul Governo

La domanda di maggiore flessibilità nel sistema previdenziale per consentire la scelta di pensionamento anticipato è in continua crescita. Dopo le esternazioni del sottosegretario Tommaso Nannicini che ha anticipato il piano del Governo di inserire la flessibilità nella prossima Legge di Stabilità, da parte sindacale il leader della Cisl, Annamaria Forlan, ha incalzato: “Bisogna uscire dalla logica degli annunci e discutere con il governo di come riformarla, aprendo sedi di confronto serie, perché non si possono tenere incatenati uomini e donne fino a 66-67 anni al lavoro, tra l’altro a prescindere dal lavoro che si fa, quando nelle stesse famiglie ci sono dei disoccupati, i figli e in alcuni casi anche i nipoti. Il Governo deve mettere mano pesantemente alla legge Fornero. É da un anno che noi assistiamo ad annunci, è giunto il tempo di affrontare seriamente la questione aprendo sedi di confronto serie”.

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Ieri nel corso di una manifestazione pubblica che si è tenuta a Piacenza l’esponente di Sel, Monica Gregori, ha ribadito l’appoggio alla vertenza dei lavoratori precoci. Moreno Barbuti, tra i fondatori del gruppo Facebook “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti”, ha dichiarato: “Abbiamo una speranza, quella rappresentata dal ddl Damiano 857 che prevede la quota 41 per tutti. E dobbiamo quindi supportare i politici come l’onorevole Gregori che ci sta dando una mano in questa battaglia. Equità non significa andare in pensione tutti alla stessa età, ma tutti alle stesse condizioni”.

Il Governo attraverso i tecnici sta cercando la soluzione per offrire una risposta a questa crescente domanda. Il nodo è nelle coperture finanziarie dei costi iniziali di una misura di maggiore flessibilità, anche dentro i paletti fissati dall’Europa, le due proposte principali su cui si lavora, restano quella del presidente dell’Inps, Tito Boeri, che prevede l’accesso alla pensione con un anticipo di 4 anni, cioè a 63 e sette mesi, ma con un assegno almeno pari a 1.500 euro al mese penalizzato fino all’11% e il sistema delle quote proposto da Cesare Damiano che offre l’opportunità di andare in pensione a 62 anni con un minimo di 35 anni di contributi e una decurtazione sulla futura pensione fino a un massimo dell’8%. Quest’ultima proposta contiene anche la Quota 41 senza limiti di età né penalizzazioni per i lavoratori che hanno cominciato a lavorare in giovanissima età.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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