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Riforma pensioni 2016 ultime novità: pensione anticipata, penalizzazioni legate al reddito senza tagli alle pensioni d’oro

Il meccanismo denominato Ape che servirà a rendere più flessibile l’uscita dal lavoro per gli over 63 ,verrà inserito nella prossima legge di Bilancio, dopo che la squadra di tecnici coordinati dal sottosegretario Tommaso Nannicini ne dettaglieranno il contenuto e dopo il confronto con Bruxelles. Il piano del Governo sarà reso pubblico in un apposito documento entro giugno e dovrebbe riguardare le tre categorie di lavoratori già anticipate da Nannicini: quelli che volontariamente optano per l’uscita anticipata, quelli che lo devono fare in condizioni di necessità perché hanno perso il lavoro e quelli che l’azienda vuole mandare in pensione per ristrutturare la propria forza lavoro.

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Al momento tra le ipotesi più probabili per definire l’assegno che sarà erogato all’effettivo raggiungimento della soglia di vecchiaia, c’è quella di prevedere delle penalità proporzionate al reddito. Dunque penalizzazioni del 2- 3% per ogni anno di anticipo per gli assegni bassi fino a tre volte il minimo, portandosi al 6-9% se si anticipa la pensione di tre anni. Mentre per le pensioni più alte il taglio potrebbe aumentare fino al 5-8% per ogni anno di anticipo, ovvero un taglio di circa il 20% nel caso di un’uscita anticipata di tre anni. Comunque la parte di assegno che verrà calcolata con la penalizzazione sarà solo quella determinata in base al vecchio metodo retributivo, non per la quota calcolata con il nuovo sistema contributivo. Resta infine da capire se le nuove regole manterranno la deroga prevista nella legge Fornero secondo la quale i nati nel 1952 con 35 anni di contributi possono andare in pensione nel 2017 senza penalizzazioni.

Le risorse per sostenere l’Ape saranno garantite in parte dal sistema creditizio e assicurativo, che attraverso l’Inps erogheranno le quote di pensione anticipate con un prestito che il pensionato dovrà restituire nel corso degli anni dopo il raggiungimento del requisito di vecchiaia. Lo Stato sosterrà gli interessi dovuti alle banche e alle assicurazioni per una spesa prevista attorno a un miliardo di euro. Lo stanziamento necessario non colpirà le pensioni d’oro cos’ come proposto dal presidente dell’Inps, Tito Boeri.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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