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Riforma pensioni 2016 ultime novità: precoci e uscita anticipata, ecco come porre rimedio alle “crudeltà” della Fornero

La riforma delle pensioni continua a scaldare gli animi. Mentre il dibattito parlamentare sulla Legge di Stabilità è tornato a porre in evidenza le misure irrisolte della Legge Fornero, c’è chi continua ad alzare la voce: stiamo parlando dei lavoratori precoci, strenui protagonisti di una battaglia che si gioca su numeri e quote e che proprio domani sarò sostenuta anche dalla Fiom di Landini in occasione della manifestazione a Roma.

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In un’interessante intervista rilasciata a “Ilsussidiario.net”, il giornalista in materia economica Walter Passerini ha additato la scelta del 2011 “di alzare in contemporanea il requisito di anzianità e di età anagrafica” come “errata e crudele”. Secondo l’esperto, non è ammissibile che 41 anni di contributi siano insufficienti per andare in pensione, a prescindere dall’età anagrafica. Quali le soluzioni? Passerini giudica interessante la proposta dell’assegno pensionistico anticipato avanzata dal Pd, misura che andrebbe incontro alle esigenze di chi pensa di riuscire a mantenersi con 600-700 euro al mese, anticipando l’assegno pensionistico per poi restituire 100-200 euro mensili nel momento in cui gli viene corrisposta ufficialmente la pensione. La flessibilità strutturale, secondo il giornalista, è un obiettivo imprescindibile (“Bisogna stabilire una volta per tutte che si può andare in pensione prima. dai 61-62 anni ai 70”), che deve essere raggiunto bloccando uno dei due parametri di anzianità o vecchiaia, e tendenzialmente l’anzianità.

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