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Riforma pensioni 2016 ultime novità: Tito Boeri e la proposta che contrasta la povertà, ecco come e perché

Il piano presentato dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, sotto il titolo “Non per cassa, ma per equità”, contiene, tra le altre, la proposta del reddito minimo garantito per i lavoratori over 55 rimasti senza lavoro e senza reddito. La copertura finanziaria per questa misura di contrasto alla povertà dovrebbe essere recuperata attraverso una revisione di circa 230 mila pensionistici più alti.

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Questa misura pur presentando il limite di rivolgersi a una sola categoria di fasce di persone in difficolta economiche e con una semplice elargizione di somme senza altre forme di sostegno, ha la peculiarità di andare oltre alle criticità che si sono verificate per altri provvedimenti di sostegno al reddito finora provate. Potrebbe trattarsi del primo vero step di un processo di cambiamento nelle politiche di lotta alla povertà.

Infatti, in Italia già dal 1997 sono state avviate alcuni esperimenti di inserimento di un reddito minimo. Questi tentativi si sono infranti in alcune difficoltà di attuazione come: la scarsa possibilità di accertare il vero reddito delle famiglie, la scarsità di risorse disponibili, l’insufficienza delle politiche di inserimento che avrebbero dovuto seguire l’elargizione del sussidio. La proposta di Boeri, non essendo rivolta a tutte le fasce di povertà, attenua queste tre principali difficoltà che si sono verificate. La soglia di età dei 55 anni renderebbe più facile la certezza sui beneficiari e sulla quantificazione dei costi e il tema dell’inserimento lavorativo è certamente più attenuato. Perciò la misura proposta da Boeri avrebbe più probabilità di diventare un’efficace e sostenibile forma di coesione sociale.

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