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Riforma pensioni 2017: Ape volontario e Quota 41 decreti attuativi entro la settimana?

Cresce l’attesa dei lavoratori che aspettano l’adozione dei decreti attuativi sulle misure previdenziali dell’Anticipo pensionistico e della Quota 41, anche perché i tempi ormai sono molto ristretti, poiché nella legge di Bilancio 2017, in cui sono stati inseriti questi provvedimenti sulle pensioni, è stato previsto che le domande si devono presentate a partire dal 1° maggio 2017. In questa attesa, ormai febbrile, regna un clima di incertezza e se il Governo non farà un vero e proprio rush finale, il rischio è quello che le misure previdenziali possano essere rinviate, anche per lo stesso Ape social per il quale il decreto attuativo stato firmato dal Presidente del Consiglio,Paolo Gentiloni, ma è ancora nel limbo dell’attesa per il parere della Corte dei Conti del Consiglio di Stato e della successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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Malgrado più di un mese fa il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, abbia garantito che i decreti attuativi fossero già definiti e: “Sarebbero arrivati a breve”, nei giorni scorsi c’è stato il tentativo di scaricare sull’Inps la responsabilità per il ritardo nell’avvio dell’Anticipo pensionistico, sia in forma volontaria che social, per i lavoratori ultra sessantatreenni e della Quota 41 per i lavoratori precoci, il presidente dell’Istituto, Tito Boeri, avrebbe confermato che la piattaforma per ricevere le domande è già pronta. Quindi la causa dei ritardi è da mettere in capo solamente all’Esecutivo, quando la promulgazione dei decreti, per rispettare la scadenza del 1° maggio, dovrebbe arrivare nel giro di una sola settimana.

Le incertezze riguardano principalmente la stipula della convenzione con le banche per il finanziamento del prestito pensionistico ponte per l’accompagnamento alla pensione anticipata, e per quanto riguarda la Quota 41 l’esatta definizione di chi potrà entrare tra i lavoratori precoci ammessi al beneficio della pensione anticipata dopo il versamento dei 41 anni di contributi. Per la stessa Ape social, per conoscere il testo del decreto è necessaria l’approvazione della Corte dei Conti per la parte finanziaria e del Consiglio di Stato per quella amministrativa. Considerato che il costo del prestito previdenziale dell’Ape social dovrebbe essere tutto a carico dello Stato si comprende che questi ultimi due passaggi sono molto importanti e non scontati.

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