in

Riforma Pensioni 2019: cosa cambierà con la Legge di Bilancio? Ecco tutte le info utili

Pensioni 2019, come si andrà via dal lavoro con il nuovo anno? Ecco tutte le notizie in merito. In un periodo frenetico dove il Governo Conte si sta impegnando a mutare gli assetti previdenziali, andiamo a scoprire quali saranno intanto le nuove regole per andare in pensione a partire da giorno 1 gennaio. Contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere, le novità affermano che gli italiani dovranno attendere più tempo per ritirarsi dal lavoro e accedere al tanto agognato assegno pensionistico. Ma vediamo, qui di seguito, quali sono i nuovi requisiti per la Pensione 2019. Ecco cosa è previsto per il Governo 2018 e cosa potrebbe essere introdotto nella nuova Legge di Bilancio…

Leggi anche: Tutte le news sul mondo del lavoro con UrbanPost

Pensioni 2019 requisiti età: ecco quando si andrà via dal lavoro

Nel dettaglio, per la pensione di vecchiaia contributiva sarà richiesta un’età pari a 71 anni, oltre a 5 anni di contributi. Per la pensione di vecchiaia ordinaria, invece, l’età pensionabile è aumentata di 3 mesi, diventando così pari a 67 anni per tutti, mentre il requisito contributivo è rimasto invariato (20 anni). Gli stessi anni di contributi sono richiesti anche per la pensione anticipata contributiva per cui, invece, l’età anagrafica diventa 64 anni visto l’incremento di 3 mesi. Per quanto riguarda la pensione anticipata ordinaria, invece, bisogna fare una distinzione tra uomini e donne. I primi potranno accedervi una volta maturati 43 anni e 3 mesi di contributi, mentre per le seconde basteranno 42 anni e 3 mesi. In entrambi i casi non è previsto alcun requisito anagrafico. Si segnala, poi, un incremento di 5 mesi della quota 41 per lavoratori precoci, per i quali dal 1° gennaio 2019 saranno necessari 41 anni e 5 mesi di età per andare in pensione.

Pensioni opzione donna requisiti: chi può aderire?

Come funziona la Pensione opzione donna? Possono andare in pensione a 57 anni (58 se autonome) se hanno raggiunto i 35 anni di contributi, cosa che permette un notevole anticipo rispetto le regole ordinarie che prevedono o il raggiungimento di almeno 41 anni e 10 mesi di contributi o il raggiungimento di un’età anagrafica di 66 anni e 7 mesi per le lavoratrici del pubblico, 65 anni e 7 mesi del privato, 66 anni e mese se autonome oltre ad avere maturato almeno 20 anni di contributi. Possono aderire all’opzione donna tutte le lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria, a fondi sostitutivi o esclusivi che siano in possesso di contributi alla data del 31 Dicembre 1995. Non possono aderire a questa opzione coloro che sono iscritte alla gestione separata o che, per qualsiasi motivo, vogliano utilizzare i contributi maturati in tale gestione per raggiungere il requisito contributivo.Come funziona opzione donna e lotta per la proroga al 2018

Pensioni 2019 quota 42: come funzionerebbe?

Al momento si tratta solamente di indiscrezioni, poiché la quota 41 per tutti non fa ancora parte del nostro ordinamento e, stando alle ultime notizie sulle pensioni, non lo farà prima del 2020. In molti non sanno, però, che la quota 41 può essere già richiesta da alcune categorie di lavoratori. Si tratta dei lavoratori precoci, ossia di coloro che prima di compiere il 19esimo anno di età hanno maturato almeno 12 mesi di contributi. Per poter accedere a questo strumento non è necessario che i 12 mesi siano continuativi. La quota 41, però, subirà una modifica dal primo gennaio 2019, complice l’adeguamento con le aspettative di vita che riguarderà da vicino anche la pensione di vecchiaia e quella anticipata; nel dettaglio, i lavoratori precoci dovranno maturare 41 anni e 5 mesi di contributi se vorranno smettere di lavorare in anticipo rispetto agli altri lavoratori. La quota 42? Basterà aggiungere un solo anno e renderla operativa fin dal 2019…Pensione di cittadinanza

Pensioni 2019 riforma, cos’è il super-bonus?

Si discute anche sull’inserimento di un superbonus del 30%. Una sorta di incentivo a chi vorrà restare a lavorare. Un modo per evitare che quota 100 provochi un vero e proprio esodo pensionistico. Con la quota 100 si può andare in pensione, una volta compiuti i 64 anni, se la somma dell’età anagrafica e dei contributi maturati dà come risultato 100. In pratica sarebbe previsto un 30% in più in busta paga per chi sceglierebbe di continuare a restare al lavoro anche dopo aver maturato i requisiti.

Anna Fasol ritrovata a Roma: è stato un allontanamento volontario

Autostrade in tempo reale: traffico, incidenti, chiusure oggi lunedì 13 agosto 2018