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Riforma Pensioni 2019: quattro finestre di uscita per andare via dal lavoro, le ultimissime

Riforma Pensioni 2019, ecco tutte le novità. Con Quota 100 non ci saranno riduzioni sull’assegno previdenziale. Ad affermarlo in queste settimane sono stati diversi esponenti della maggioranza, smentendo la possibilità di una penalizzazione per coloro che anticiperanno l’accesso alla pensione, ricorrendo a Quota 100. Ricordiamo che Quota 100 consentirà di andare in pensione con circa 5 anni di anticipo rispetto a quanto previsto dalla pensione di vecchiaia, per la quale nel 2019 l’età pensionabile sarà aumentata a 67 anni. Con Quota 100, infatti, si può andare in pensione all’età di 62 anni, purché nel contempo si abbiano almeno 38 anni di contributi. Il requisito contributivo è fisso, quindi vale anche per coloro che hanno più di 62 anni. Ma attenzione, perché per andare in Pensione a partire dal 2019 potrebbero esserci quattro finestre di uscita percorribili.

Riforma Pensioni 2019 quota 100

Per accedere a questa misura non bisognerà accettare riduzioni dell’assegno previdenziale dal momento che queste non dovrebbero esserci. Il condizionale, però, è d’obbligo poiché fino a quando con la Legge di Bilancio 2019 non verrà fatta chiarezza sulla riforma delle pensioni non sappiamo se le dichiarazioni fatte in queste ultime settimane troveranno riscontro nella realtà. Potrebbe succedere, infatti, che per limitare i costi della riforma delle pensioni il governo sia costretto a prevedere delle penalizzazioni anche per la Quota 100, al pari ad esempio di quanto succede per Opzione Donna dove le lavoratrici per andare in pensione a 57 anni e 7 mesi – più 35 anni di contributi – devono accettare un ricalcolo contributivo dell’assegno che, a seconda della situazione contributiva dell’interessata, può portare anche ad una riduzione del 30% dell’assegno di pensione.

Riforma Pensioni 2019: ecco le quattro finestre

La soglia minima per il pensionamento anticipato è di 62 anni di età e 38 anni di contributi, a cui si potrà accedere durante quattro ”finestre” l’anno. E’ quanto si legge nel Documento programmatico di Bilancio, trasmesso a Bruxelles dopo il varo della manovra da parte del governo. Si tratta del periodo che va dalla maturazione del diritto alla pensione all’effettiva uscita dal lavoro. La famigerata ‘quota 100’, che corrisponde alla somma dell’età anagrafica, cavallo di battaglia della Lega, scatterà a febbraio. L’obiettivo finale, per il Carroccio, resta lo “smontaggio” totale della riforma Fornero. L’uscita tramite le 4 ‘finestre di uscita’ l’anno. Si tratta del periodo che va dalla maturazione del diritto alla pensione all’effettiva uscita dal lavoro. Quota 100 permetterà di ritirarsi dal lavoro con circa 5 anni di anticipo rispetto a quanto previsto dalla pensione di vecchiaia, per la quale nel 2019 l’età pensionabile sarà aumentata a 67 anni. Per ora non sembra esserci limiti a livello di platea, né penalizzazioni per aderire allo schema che modifica la Legge Fornero. Modifica a cui saranno destinati per il 2019 6,7 miliardi, con un totale che nel triennio arriverà a 20 miliardi.

 

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