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Riforma pensioni news oggi, Opzione Donna: mobilitazioni per la proroga, in piazza a Roma il 19 maggio 2016

Ci saranno nuove mobilitazioni e manifestazioni di piazza per chiedere la proroga dell’opzione donna, cioè la possibilità per le lavoratrici di ottenere la pensione a 57 anni. Nella riforma ipotizzata dal Governo Renzi, l’ormai nota Ape, non è infatti prevista la proroga di questo regime sperimentale, che pure non prevede alcun aggravio per i conti pubblici essendo abbinato ad una completa rivalutazione contributiva dell’assegno previdenziale.

Fino a qualche giorno fa i gruppi che si battono da tempo per la proroga dell’opzione donna avvertivano segnali positivi, avendo ricevuto rassicurazioni da esponenti politici e rappresentanti istituzionali, almeno così si leggeva tra le righe dei post nei gruppi Facebook “Opzione Donna ultimo trimestre 57-58” e “Opzione Donna Proroga 2018”.

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Il 19 maggio 2016 le donne che si battono per la proroga saranno in piazza a Roma insieme agli esodati e ai precoci che lottano per la quota 41.  La mobilitazione è sostenuta dai sindacati unitari, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil ma anche da alcune organizzazioni di base. “A testa alta! Tutti insieme per rivendicare diritti e dignità” è lo slogan della grande manifestazione di giovedì a Roma, che si concluderà in Piazza del Popolo.

Che cos’è l’Opzione Donna
L’Opzione Donna di cui si richiede la proroga fino al 2018, è una norma che consente (per chi ne ha maturato il diritto fino al 31 dicembre 2015) alle lavoratrici italiane (dipendenti e autonome) di andare in pensione prima, a patto di scegliere per un assegno interamente calcolato con il metodo contributivo. Per l’esercizio dell’opzione è necessario possedere 57 anni e 3 mesi di età (58 anni e 3 mesi le autonome) unitamente a 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2015.

Che cos’è l’Ape proposta da Matteo Renzi
L’Ape, acronimo che significa Anticipo di Pensione, è la riforma pensionistica ipotizzata dal Governo Renzi che permetterà ai lavoratori italiani di mettersi a riposo un po’ prima del previsto, cioè attorno a 63 anni anziché a 66. Chi ne beneficerà dovrà però accettare un taglio dell’assegno di entità variabile a seconda della specifica situazione di ogni futuro pensionato.

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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