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Riforma pensioni news oggi: pensione anticipata, penalizzazioni differenti tra chi perde il lavoro e chi lo lascia

Alla vigila della manifestazione nazionale di domani a Roma indetta dai sindacati confederali dei pensionati sulla riforma della legge Fornero, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha esplicitato alcune linee che il Governo intende perseguire con la misura dell’Anticipo pensionistico, Ape, da varare nella prossima Legge di Stabilità: “Abbiamo vincoli di bilancio, abbiamo un equilibrio da gestire e un tema di equità sociale. La penalizzazione non può essere uguale per tutti: chi ha perso il lavoro è diverso da chi vuole legittimamente lasciare il lavoro tre anni prima”. Quindi Poletti ha evidenziato che il tipo di penalizzazione da applicare per l’anticipo dell’uscita dal lavoro: “Non sarà uguale per tutti”.

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Il sistema messo a punto dai tecnici del Governo secondo Giuliano Poletti: “Parte con l’individuazione di tre anni di tre classi di età. Il meccanismo durerà nel tempo ma non sappiamo se sarà strutturale o permanente, si dovrà tener conto dei vincoli di bilancio, di una equità da gestire e di una equità sociale da garantire”. In vista dell’incontro con i sindacati che il ministro del Lavoro ha già convocato il prossimo 24 maggio, Giuliano Poletti ha affermato: “Sappiamo che le organizzazioni sindacali hanno una loro piattaforma previdenziale. Faremo questo incontro e ragioneremo sul tema previdenza insieme ai temi lavoro, occupazione e politiche attive. Ascolteremo le loro posizioni e poi vedremo cosa è possibile fare concretamente. ll confronto si farà la sede per le decisioni sarà la Legge di Stabilità”.

In ogni caso i sindacati ribadiscono che il meccanismo dell’Ape deve essere migliorato, come affermato da Carmelo Barbagallo della Uil: “Quel che si capisce, il governo sta pensando a una flessibilità in uscita tagliando l’assegno a chi vuole andare in riposo prima. Secondo un nostro studio un uomo che decidesse di andare in pensione a 65 anni e 7 mesi, cioè con un anno di anticipo, perderebbe ogni anno, e per tutta la vita, l’equivalente di una mensilità netta. La proposta del sindacato prevede invece di poter andare a riposo anche a 62 anni senza penalizzazioni, visto che la penalizzazione è insita nel sistema contributivo: lasciando prima il lavoro si versano meno contributi e dunque l’assegno è più basso”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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