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Riforma pensioni ultime novità: Cesare Damiano e la nuova stoccata al PD, proposte per non tradire “il profilo di sinistra”

La flessibilità in uscita continua ad essere al centro della discussione politica e sindacale che riguarda la riforma delle pensioni. Cesare Damiano, dopo essersi messo al lavoro con Maria Luisa Gnecchi per correggere le storture della circolare INPS n. 35 del 14 marzo 2012, ha continuato a incalzare il Partito Democratico sulle tematiche che gli stanno più a cuore, a partire dall’adozione di misure di flessibilità capaci “di risolvere il problema di un sistema pensionistico iniquo”.

Come riportato da Adm, il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera ha proposto di correggere il doppio pagamento dei contributi previdenziali al momento necessario per ricongiungere i versamenti su più fondi pensionistici, definendolo “un clamoroso errore del Governo Berlusconi”: errore a cui bisognerà porre rimedio, se non si vuole tradire “il profilo di sinistra” del partito.

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Ma le stoccate al PD non si esauriscono qui, interessando anche la riforma dei contratti di lavoro. Se l’obiettivo del Pd dovesse essere quello “di eliminare i contratti nazionali di lavoro sostituendoli con il compenso minimo orario stabilito per legge”, allora assisteremmo a una sorta di snaturamento del PD e alla “costruzione del Partito della Nazione”. Motivo per cui urge aprire un tavolo di confronto, partendo “dai contenuti e non dalle formule”.

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