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Riforma Protezione Civile: cosa cambia? L’annuncio di Gentiloni

“Il Governo ha approvato la riforma della protezione civile, che ora avrà il suo iter in parlamento dopo i pareri e l’approvazione definitiva”. Così il premier Paolo Gentiloni in conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Cdm. Si tratta, ha spiegato, di una “riforma rilevante: un punto di equilibrio, nel pendolo tra gigantismo e minimalismo” in modo da dare “una base solida ad un’eccellenza italiana”. 

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Nella legge delega «per la prima volta si parla di doveri, oltre che di diritti da parte dei cittadini, i quali in presenza di situazioni del rischio devono sapere come comportarsi», commenta il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. «Dopo 27 anni – ha detto Borrellisi è messo mano a un testo unico in materia e lì saranno sciolti una serie di nodi, compresi quelli dell’organizzazione e degli assetti territoriali».

Riforma Protezione Civile: cosa cambia?

Su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, il Cdm ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nel territorio della Provincia di Pesaro e Urbino, al fine di fronteggiare con mezzi e poteri straordinari la crisi idrica determinata da un lungo periodo di siccità e dalla conseguente rilevante riduzione della portata delle sorgenti e delle riserve d’acqua. Sono stati poi determinati in 6.807.831,29 euro gli importi autorizzabili con riferimento agli eventi calamitosi che nel mese di novembre 2013 hanno colpito il territorio della Regione autonoma della Sardegna, per l’effettiva attivazione dei finanziamenti agevolati previsti in favore dei soggetti privati titolari delle attività economiche e produttive ai sensi dell’art. 5, comma 2, lettera d) della legge 24 febbraio 1992, n. 225 e successive modifiche e integrazioni.

 

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