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Riforme Governo Conte 2018, Di Maio annuncia: “Ecco quando arriva il Reddito di Cittadinanza”

Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, parlando dal palco della festa del Fatto Quotidiano, fa il punto della situazione sulle riforme del Governo Conte previste per l’intero arco della legislatura. Noi ci troviamo come esecutivo a un bivio storico in cui si sono trovati i governi negli ultimi 20 anni: scegliere se ascoltare un’agenzia di rating o mettere al centro i cittadini. Noi sceglieremo sempre gli italiani”, ha affermato Di Maio commentando la decisione di Fitch di portare l’outlook per l’Italia da ‘stabile’ a ‘negativo’. “Non possiamo pensare – ha aggiunto – di stare qui a rassicurare un’agenzia rating e i mercati e poi pugnalare gli italiani alle spalle. Per ascoltare le agenzie di rating negli anni si sono fatti regali alle banche, il Jobs act e la legge Fornero. Ora dobbiamo aiutare 5 milioni di poveri assoluti, gli imprenditori, risolvere i problemi di sanità e scuola. E’ un Paese in macerie da ricostruire”, ha spiegato. Crollo ponte a Genova, Di Maio su revoca concessioni: «Atteggiamento di Autostrade vergonoso»

Reddito di cittadinanza ultime notizie: le parole di Di Maio

Dal 2019 “il reddito di cittadinanza deve partire. Nella legge di bilancio dobbiamo mettere le coperture per aiutare almeno 5 milioni di persone”. Lo dice il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, parlando dal palco della festa del Fatto Quotidiano. Ma, avverte, “non daremo soldi per stare sul divano alle persone. Chi lo riceverà si prende l’impegno di fare lavori di pubblica utilità e di formarsi per lavori che serviranno allo Stato” e nel caso qualcuno lo percepisse senza averne titolo, aggiunge il vicepremier, “rischia fino a 6 anni di carcere”. Con una nota poco prima Di Maio aveva smentito alcune notizie circolate sulla stampa: “Il reddito di cittadinanza e la flat tax restano due priorità di questo Governo e verranno realizzate entrambe. L’Esecutivo è compatto e andrà avanti attuando i punti contenuti nel programma”.

Di Maio e il caso Autostrade

“Con la gestione pubblica delle autostrade abbasseremo i pedaggi. Chiederemo un pagamento congruo e con questo investiremo in manutenzione. Non vogliamo fare utili”, ha detto il vicepremier aggiungendo che ciò “non significa che ci stiamo innamorando di uno Stato padrone. Ma oggi c’è un monopolio con tre concessionari e uno di questi è Autostrade alla quale, è una promessa, toglieremo la concessione e su questo siamo a buon punto. Il problema è che se rifacciamo un bando, si presenta o qualche azienda estera che vuole colonizzarci o si ripresenta la stessa Autostrade”.

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