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Riforme Governo Conte 2018, la nuova mossa di Boeri: rivoluzione Inps, le novità

Una nuova struttura per valutare l’impatto delle norme varate dal Governo. E’ l’ultima idea dell’Inps, guidato da Tito Boeri che ha allo studio la riorganizzazione della direzione Studi e ricerche, istituendo una nuova area manageriale. Il progetto – come viene riportato dall’agenzia di stampa AdNkronos – è contenuto in un documento inviato dal direttore dell’Ufficio studi Massimo Antichi al direttore generale dell’Istituto Gabriella Di Michele. In pratica si chiede l’istituzione di una nuova area manageriale denominata ‘Analisi e valutazioni di impatto della normativa’. L’obiettivo -si legge nel documento- è quello di “svolgere attività di analisi dei provvedimenti normativi e delle proposte di legge sulle tematiche del lavoro e della protezione sociale che impattano sul fabbisogno previdenziale”.

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Riforme Governo Conte 2018: la mossa di Boeri

La nuova struttura dovrà effettuare analisi sulla normativa in materia di povertà, in materia di anticipo pensionistico, sulle norme riguardanti l’adeguamento dei requisiti previdenziali alla speranza di vita con particolare riferimento all’individuazione delle esenzioni derivanti dallo svolgimento di particolarità attività e alle riforme del mercato del lavoro. Inoltre dovrà effettuare valutazioni di impatto della normativa al fine di pervenire effetti inattesi e fornire il necessario supporto alle iniziative dell’Istituto in ordine all’opportunità dell’intervento normativo e predisporre la documentazione richiesta dalle istituzioni pubbliche per la valutazione delle proposte normative e dei loro effetti.

Riforme Governo Conte 2018: Inps, il nuovo strumento

Si chiede anche di istituire una nuova posizione dirigenziale da affidare con apposito interpello finalizzato alla ricerca di una professionalità la cui specificità di funzioni richiede “approfondita conoscenza della normativa sulle tematiche del lavoro e della protezione sociale che impattano sul fabbisogno previdenziale in particolare della normativa in materia di contrasto alla povertà, in materia di anticipo pensionistico e di adeguamento dei requisiti previdenziali alla speranza di vita”. Inoltre il nuovo dirigente dovrà vantare una “comprovata esperienza nell’attività di coordinamento e di reporting” e capacità di “interrelazione con enti e istituzioni pubbliche”.

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