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Riforme: il Governo cerca una mediazione con le opposizioni, l’8 agosto è solo il primo ostacolo

Il Governo presieduto dal premier Matteo Renzi dichiara di avere un “principio non negoziabile”, cioè un Senato della Repubblica che rappresenti le Regioni e non sia più eletto direttamente dai cittadini, la questione è stata così sintetizzata dal Presidente del Consiglio: “Piaccia o non piaccia le riforme le faremo”. Mentre il ministro Elena Boschi ha confermato che l’ultima parola spetterà ai cittadini con un referendum confermativo in materia e non avverrà nessun stravolgimento politico.

Senato trasformazione i Assemblea delle Autonomie

La maggioranza spera in una mediazione che ancora non si intravede, infatti, sul riordino costituzionale si registra un muro contro muro tra i gruppi parlamentari. Oltrepassando il primo ostacolo dell’approvazione in prima lettura della riforma, entro l’8 agosto, si compirà solo il primo passo di un processo di revisione costituzionale che prevede la doppia lettura al Senato e alla Camera. Intanto si cercherà da oggi a martedì una convergenza su alcuni punti indicati come fondamentali anche dalle minoranze, come l’immunità, il regolamento dei referendum, il mantenimento di un Senato eletto dai cittadini.

Il premier Renzi continua a mostrarsi determinato ad ottenere il risultato storico della fine del bicameralismo perfetto con la trasformazione del Senato in Assemblea rappresentativa delle Autonomie regionali e locali. Malgrado l’incertezza dei numeri al Senato è sicuro della maggioranza uscita attraverso il patto del Nazareno con Silvio Berlusconi e non ha timori di imboscate attraverso le tante votazioni che avverranno a scrutinio segreto.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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