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Riforme pensioni 2016 ultime novità: precoce ed esodato, intervista a un lavoratore per capirne la condizione oggi

Noi di Urbanpost abbiamo raggiunto M.B., un lavoratore precoce ed esodato che ci ha raccontato la sua drammatica vicenda umana. L’abbiamo voluta riportare anche per descrivere attraverso questa esperienza la situazione di una categoria rimasta delusa dalle mancate risposte del Governo di Matteo Renzi.

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A che età ha cominciato a lavorare?
“Sono un lavoratore molto precoce, ho iniziato a lavorare giovanissimo a 16 e mezzo.”

Quali lavori ha svolto in questi anni, quali sono stati i sacrifici?
“Ho fatto l’idraulico per una cooperativa di lavoro, poi ho vinto il concorso alle poste. I miei sacrifici sono stati molti, visto che ho perso mio padre appena nato e mia madre subito dopo quando avevo tre anni. Come potete immaginare è stata dura, senza aiuti da parte di nessuno e in collegio fino a 15 anni per poter studiare.”

Come ha perso il lavoro, quando è accaduto? Ha potuto usufruire di qualche ammortizzatore?
“Ho sottoscritto un accordo con l’amministrazione delle Poste italiane nel 2012, dove mi è stato garantito che per l’anno 2013 l’ente per cui ho lavorato 32 anni avrebbero pagato i contributi e nel 2014 con la finestra aperta sarei potuto andare in pensione, d’accordo anche con i sindacati ho ricevuto una somma di denaro per l’uscita dal lavoro. Ho speso in parte i soldi per sistemare casa di mia sorella, con la quale sono andato a vivere e che a 82 anni percepisce una pensione di 580 euro al mese. Per il resto, ho pagato sulla cifra accreditata il 23% di tasse e il 23% sul Tfr, mi sono rimaste le briciole e mi ritrovo a pagare 2500 euro ogni tre mesi a titolo di contributi volontari per poter arrivare a 42 anni e 10 mesi, avendo 41 anni e 5 mesi di contributi versati.”

In che modo ha provato a cercare una nuova occupazione? Quali sono le difficoltà che ha incontrato?
“Ho provato a cercare un’altra occupazione, ma ho 59 anni e non mi non mi vuole nessuno, riesco a fare qualche lavoretto di riparazioni idrauliche e per la maggior parte non mi faccio nemmeno pagare 8/10 euro, perché anziani e hanno difficoltà ad andare avanti. Infine mi ritrovo solo in seguito alla separazione da mia moglie, dopo un matrimonio durato 27 anni.”

Come si è imbattuto nel gruppo Facebook dei lavoratori precoci?
“Ho conosciuto il gruppo dei precoci su Facebook e mi sono affiancato a loro per difendere i nostri diritti.”

Che cosa vorrebbe dire alla politica in questo momento?
“Chiedo al Governo i miei diritti, come tutti, la pensione. Non posso vivere alle spalle di mia sorella 82enne con una misera pensione, non ce la facciamo, risparmiamo sulla luce, sul riscaldamento, ci priviamo anche del mangiare, con i pochi soldi che ho preso, ho dovuto mantenere anche mio figlio fino a che non ha trovato lavoro. Ho firmato con lo Stato un patto dopo 36 di lavoro e mi ritrovo a 59 anni con 41 e 5 mesi di contributi e senza pensione. Inoltre questo Governo ha regole sbagliate, se paghi i contributi prima della fine del trimestre tutto bene, se paghi un giorno dopo l’Inps ti rimanda i soldi indietro e ti costringe ad andare in pensione a 67 anni. Forse sono stato troppo ingenuo ad accettare l’accordo, mi prendo le mie responsabilità’, ma riescono a convincerti con tranelli.”

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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