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Rigopiano Valanga News, il racconto di chi è sfuggito alla catastrofe: “L’Hotel proponeva sconti per rimanere”

La tragedia dell’Hotel Rigopiano ha scosso l’Italia intera. Mentre continua ad aggiornarsi il bollettino di feriti, dispersi e, purtroppo, vittime, arrivano anche testimonianze da chi, all’Hotel Rigopiano, è stato cliente fino a poche ore prima della tragedia. Ai microfoni de La Repubblica, infatti, parla una giovane di 24 anni, Francesca, che non vuole venga rivelato il proprio cognome. “L’aria era tesa, noi volevamo andare via. Dall’Hotel prima di partire ci avevano tranquillizzato, ma la strada non era percorribile. E facevano offerte a prezzi scontati per restare ancora lì.”

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La giovane ragazza, 24 anni, racconta ai microfoni di Repubblica: “Siamo partiti lunedì 16 gennaio e c’era tanta neve. Ho chiamato in hotel e mi hanno rassicurato che lì la situazione fosse tranquilla. Anzi, hanno garantito che la provinciale da Farindola sarebbe stata percorribile. Ma in realtà l’ultimo tratto di strada – continua la giovane ragazza – non era percorribile e le macchine slittavano. L’hotel non aveva spazzaneve e solo l’intervento di un ragazzo, credo manutentore, ci ha consentito di arrivare trainandoci con un piccolo trattorino.”

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C’erano tanti clienti in Hotel? La ragazza evidenzia come fossero presenti: “Una ventina di persone, si poteva stare nella SPA con gli orari stabiliti. Ma la luce elettrica ha dato problemi per il maltempo.” Poi l’inizio del dramma: “Il giorno dopo ha nevicato tantissimo – racconta ancora la giovane Francesca – noi dovevamo andare via alle 11 ma la Provinciale non era percorribile. C’era un avviso con la presenza dello spazzaneve prevista per le 11, ma non si è mai visto…”

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In Hotel c’era molta tensione, i clienti erano spazientiti e volevano andare via il prima possibile. Almeno, stando al racconto della giovane cliente dell’Hotel Rigopiano: “C’era un’aria strana, una luce lugubre e tenebra.” Poi l’offerta dell’Hotel: Per non far andare via i clienti e tranquillizzarli offrivano pacchetti di uno o due giorni a prezzi ridotti. Era un po’ come se volessero risarcirci per l’isolamento.”  E ancora, la giovane Francesca racconta come nessuno: “Parlava di rischio valanghe, nessuno poteva immaginare un disastro simile.” La giornata di martedì è proseguita con l’arrivo dello spazzaneve alle ore 15: “Lo spazzaneve alla fine è arrivato alle 15. A quel punto una quindicina di clienti, tra cui noi, se ne sono andati. Eravamo una carovana di 7 macchine. Scendendo molto lentamente, abbiamo incontrato 5 automobili che stavano salendo. Ci siamo dovuti spostare di lato, sul ciglio della strada, per evitare incidenti. In un’auto c’erano dei bambini piccoli, e mi ricordo di aver pensato: accidenti, questi portano su i figli…ma non si accorgono della situazione?. Quando ho saputo che li avevano salvati, ho pianto di gioia.”

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