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Rimini cadavere in valigia: dalle impronte digitali la verità, svolta nelle indagini

Rimini cadavere in valigia: a una settimana dal ritrovamento, gli investigatori stando alle ultime indiscrezioni sarebbero riusciti a risalire all’identità della donna dai tratti orientali e magra all’eccesso trovata senza vita all’interno di un trolley di colore blu, ritrovato casualmente da due uomini nei pressi del porto.

Sulla identità del cadavere vige il più stretto riserbo, tuttavia qualche indiscrezione è trapelata: dall’analisi delle impronte digitali è emerso che si tratterebbe di una ragazza dell’Est che aveva 27 anni, risiedeva a Rimini e con ogni probabilità era malata di anoressia. Secondo quanto ipotizzato dal medico legale, l’anoressia era in corso da molto tempo e il corpo non era nemmeno depilato. Una drammatica storia, dai contorni ancora sconosciuti e che attende nuovi elementi di verità dagli esami tossicologici attualmente in corso.

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Ma il giallo è ancora lontano dalla soluzione: chi accudiva quella giovanissima malata di anoressia? E perché si è scelto di nasconderne la morte, di occultare il corpo di questa giovane? Interrogativi cui gli investigatori stanno cercando di dare risposta. (Foto da Chi l’ha visto?)

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