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Rimini, gara di solidarietà per la prof malata di cancro: già raccolti 73 mila euro

È una ricercatrice all’Università di Bologna, Luisa Stracqualursi, la prof riminese colpita da un carcinoma infiltrante al seno per la quale si sono subito mobilitati amici e studenti in una raccolta benefica sulla piattaforma gofoundme. Luisa è una cinquantenne che lotta contro un carcinoma infiltrante al seno in stadio avanzato le cui cure possono essere effettuate solo negli Usa, con le terapie note come «CAR-T», che si avvalgono direttamente delle cellule immunitarie del paziente. Una cura costosissima che richiede 300 mila euro per volare negli Stati Uniti e sperare di sopravvivere alla battaglia. Un caso, quello della ricercatrice in Statistica, che ha toccato il cuore di migliaia di persone diventate donatori di speranza, tradotti in 73 mila 300 euro sulla piattaforma benefica che ha visto aderire anche il mondo accademico e sportivo.

Beneficenza: sportivi e volti noti si uniscono alla battaglia di Luisa

L’Università di Bologna, dove la professoressa Luisa Stracqualursi è in carica, si è subito messa in moto per aiutare concretamente la ricercatrice e lo stesso Rettore Francesco Ubertini ha inviato una mail a tutti i docenti esortandoli a contribuire alla causa. L’appello è stato colto con prontezza dai colleghi che sono apparsi nell’elenco dei donatori sulla piattaforma gofoundme. Anche volti noti al grande pubblico si sono resi complici di questa battaglia: da Vittorio Sgarbi, alla concittadina della prof, Gessica Notaro, a Max Sirena, skipper riminese in forza al team di Luna Rossa. Non è mancato l’appoggio dal mondo sportivo; allo stadio Romeo Neri, i dirigenti societari del Rimini Football Club, insieme ai membri dello staff tecnico, ai medici e agli allenatori del settore giovanile disputeranno una partita contro la squadra dell’Agenzia delle entrate, sezione regionale. L’incontro è in programma per il prossimo 17 maggio e il ricavato sarà interamente devoluto a Luisa.

Patrick Majda e Luisa, uniti dalla stessa battaglia

La battaglia di Luisa Stracqualursi non è l’unica sulla piattaforma gofoundme: negli ultimi giorni anche Patrick Majda, quarantenne, bolognese d’adozione e polacco di nascita, sta condividendo il destino della prof riminese, lottando contro un tumore al colon che non risponde alle terapie tradizionali. A lanciare la richiesta d’aiuto è stata la moglie Luciana che in un lungo appello ha scritto: “Patrick è un ragazzo solare, sempre di buon umore, è il gentiluomo che ti apre lo sportello della macchina per farti accomodare, è uno sportivo sempre carico di energie o almeno così è stato fino a gennaio del 2018, quando gli è stato diagnosticato un tumore maligno: adenocarcinoma mucinoso al colon con Kras mutato, con metastasi al fegato. Questo incubo ha messo da parte il nostro sogno di avere un bambino”. La sua speranza, come per Luisa, è oltreoceano, a Philadelphia, dove si trova il Penn Medicine’s Abramson Cancer Center Clinical, che mette a disposizione tre protocolli differenti: “Il Trk Inhibitor che serve a fermare la proliferazione delle cellule tumorali), il Hu5F9-G4 che agisce contro la proteina Cd47 che inibisce l’attività antitumorale dell’organismo), il Cdx-1140 che potenzia l’azione dei linfociti T, che sono le cellule che di fatto uccidono le cellule tumorali”.

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