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Rimini, hotel rifiuta cieco con cane guida: l’albergo è “pet free”, ma il Comune pretende scuse

Rifiutata perché accompagnata dal suo cane guida: è successo il 28 agosto in un hotel a Rimini, dove la signora Patrizia, turista pugliese, si è vista rifiutare l’accoglienza alla reception del St. Gregory Park.

Le motivazioni fornite dall’addetto alla reception? La politica aziendale non permette di accedere nella struttura alberghiera con animali al seguito, così l’operatore ha indicato alla donna un altro albergo nelle vicinanze che avrebbe potuto accoglierla. A segnalare l’accaduto ‘Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti (Uic), che ricorda come la legge affermi che ‘il cieco con il cane guida può entrare in tutti i luoghi aperti al pubblico’. Mario Barbuto, presidente nazionale dell’ente, è tornato a denunciare la violazione della legge in merito: “Ancora oggi troppo spesso non viene permesso al non vedente accompagnato dal cane guida di soggiornare in un albergo, entrare in un ristorante, prendere un taxi o utilizzare mezzi di trasporto pubblico, nonostante l’esistenza della legge, e il buon senso. Ogni rifiuto di questa nostra libertà costituisce una violazione dei nostri diritti umani basilari”.

Non si è fatto attendere la risposta dell’hotel, che per bocca del suo amministratore unico Mauro D’Amico, ha diffuso quanto segue:  “A tutti i potenziali ospiti che ci richiedono di poter portare con loro degli animali, rispondiamo negativamente senza aggiungere altro. Nel caso del cieco richiedente, oltre a rispondere negativamente, abbiamo provveduto a segnalare una struttura limitrofa che offre gli stessi servizi, dopo averla contattata e aver concordato lo stesso prezzo nonostante avesse costi diversi nel periodo desiderato”. L’albergo, per giustificare la sua scelta, ha chiamato in causa motivi sanitari: al momento della prenotazione i clienti devono essere certi di trovare una struttura completamente priva di peli di gatti o cani, che a molti causano allergie.

Il Comune, però, non sembra aver apprezzato molto la posizione assunta dall’hotel. Gloria Lisi, vice sindaco di Rimini, si è espressa in questi termini: “Mi auguro si tratti di un semplice, gigantesco equivoco che, come tale, dovrebbe essere chiarito immediatamente, magari con una bella lettera di scuse”. E se questa lettera non dovesse mai arrivare? Il Comune interverrà “con tutti i mezzi previsti dalle leggi e dalle normative per riparare a un episodio incivile e vergognoso”.

In apertura: un esemplare di Golden canadese, Image Credits Siavash Ghazvinian/Wikimedia Commons

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