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Rinnovati i finanziamenti a Radio Radicale, Di Maio si oppone: “Diamoli ai terremotati”

Il governo ha previsto il rinnovo dei finanziamenti destinati a Radio Radicale nella Manovra 2020. Si tratta di 8 milioni l’anno per tre anni, 24 milioni in totale, che secondo Luigi Di Maio e il Movimento 5 Stelle sarebbero da destinare ai terremotati.

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Di Maio: “Diamoli ai terremotati”

Un altro punto di disaccordo nel governo giallo-rosso. Nella bozza della legge di Bilancio si legge: “Il Ministero dello sviluppo economico è autorizzato a prorogare, per gli anni 2020-2022, il regime convenzionale con il centro di produzione Spa ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge 11 luglio 1998, n. 224. A tal fine, è autorizzata la spesa di 8 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2020-2022”. Il provvedimento si rifà a una legge del 1998 che voleva garantire i servizi di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari, dei congressi dei partiti e delle udienze dei processi di maggiore importanza politico-sociale. Questo punto però pone in disaccordo il Movimento 5 Stelle e in particolare Luigi Di Maio, che ha commentato: “Diamoli ai terremotati, alle persone colpite dal sisma”.

Il Movimento 5 Stelle contro Radio Radicale

Che il M5S fosse contrario a questo stanziamento era già noto. Di Maio ha quindi ri-sottolineato la sua posizione: “Negli anni sono stati dati circa 250 milioni di euro di soldi pubblico a Radio Radicale, che è una radio privata. Dove sono finiti questi 250 milioni? Che ci hanno fatto? Perché sono stati dati tutti questi soldi a un’azienda privata?”. Il Movimento poi, questa volta unito nella protesta, ha ribadito che i soldi dei cittadini dovrebbero essere utilizzati per finanziare le opere pubbliche come strade, scuole o ospedali, “non di certo per aiutare una radio privata, peraltro schierata politicamente”. Ovviamente, non è mancato un tweet a riguardo:

La risposta del PD

Da parte del Partito Democratico la replica alle polemiche del M5S non si è fatta attendere. Prima tra tutti, è stata la sottosegretaria al Mise Alessia Morani a difendere la decisione del governo: “Per chiarezza: i fondi per Radio Radicale non si toccano. E lasciamo fuori i terremotati da polemiche politiche per piacere”. Così anche Davide Faraone, che ha commentato: “Radio Radicale è un patrimonio di libertà e di pluralismo da difendere. Tutto il resto è stupida demagogia”. Ancora più dura è l’opinione esposta dal senatore Roberto Rampi: “Le dichiarazioni di Di Maio su Radio Radicale sono vergognose. I temi vanno affrontati con serietà e non si mischiano temi come quelli del diritto alla conoscenza e del pluralismo dell’informazione a quelli della vita e della sofferenza di persone come i terremotati”.

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