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Risparmiare quando si acquista casa: risparmio energetico, le cose da sapere

Oggi, nel nostro consueto appuntamento con @Casa, vi voglio guidare nel dedalo rappresentato dall’indice di prestazione energetica. Quando acquistate un abito, se di buona fattura e qualità, state certi che durerà il triplo rispetto ad uno di qualità minore che, apparentemente, pare un affare. Lo stesso concetto vale per l’acquisto di una casa: laddove determinati standard utili a consumare intelligentemente vengono rispettati avrete, nel tempo, un sensibile risparmio sulle bollette.

L’indice indica quanta energia viene consumata affinché l’edificio (o l’unità immobiliare) raggiunga le condizioni di comfort per il riscaldamento invernale, la produzione di acqua calda sanitaria, il raffrescamento estivo e l’illuminazione artificiale (anche se ancora il calcolo degli ultimi due valori non è previsto dalla normativa nazionale per edifici residenziali). L’unità di misura per prestazioni relative ad edifici residenziali è il kWh/mq annuo. Un edificio a basso consumo energetico si definisce quindi tale in base alla collocazione in una specifica classe energetica, definibile in base al consumo di energia all’anno, per ogni metro quadro di superficie riscaldata.

Per farsi un idea delle grandezze in gioco: gran parte degli edifici italiani ha un fabbisogno energetico superiore ai 200 Kwh/mq/anno. Edifici conformi a normative più recenti hanno consumi inferiori ai 100 Kwh/mq/anno. Edifici definibili a basso consumo energetico hanno valori inferiori ai 50 Kwh/mq/anno. Edifici passivi hanno valori inferiori ai 15 Kwh/mq/anno. Questi i criteri aurei per scegliere con criterio.

Il risparmio energetico è la più accessibile, ed economicamente vantaggiosa, forma di energia alternativa, risparmiare energia significa infatti non attingere a fonti non rinnovabili preservandone così l’entità e la durata nel tempo. Intraprendere interventi di risparmio energetico significa:

  • proteggere l’ambiente in cui viviamo e vivranno i nostri figli;
  • contribuire alla riduzione dei consumi di combustibile da fonti fossili;
  • ridurre le emissioni di Co2;
  • migliorare le condizioni di vita all’interno dell’appartamento migliorando il benessere di chi ci vive;
  • ridurre le spese di riscaldamento e condizionamento consumando minori quantità di energia;
  • investire in modo intelligente e produttivo i nostri risparmi

La nuova edilizia si sta spingendo in questa direzione,  ma ciò non significa che il patrimonio architettonico esistente ne sia escluso, anzi attraverso interventi di riqualificazione ben fatti, è possibile ottenere risultati significativi per quanto riguarda la riduzione dei consumi energetici. Il riscaldamento e il condizionamento degli edifici rappresentano una percentuale importante dei consumi energetici, pertanto, migliorando l’efficienza di questo settore, si potrebbe da subito ottenere una considerevole riduzione di emissioni nocive, ed anche risparmiare denaro.

 

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