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Risultati comunali 2013 flop Movimento 5 Stelle, Grillo: “Ha vinto l’Italia del teniamo famiglia”

E’ un Beppe Grillo polemico quello che oggi dalle colonne del suo blog commenta il deludente risultato del Movimento 5 Stelle alle elezioni comunali 2013. I grillini sono fuori dai ballottaggi in tutte le grandi città e hanno raccolto dal 50 al 75% di voti in meno rispetto alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio.

Grillo individua i “colpevoli” del pessimo risultato elettorale del Movimento: è l’Italia che lui definisce del “teniamo famiglia”, un’Italia “A” della conservazione contrapposta ad un’Italia “B” del cambiamento: una che sopravvive grazie a politica e rendita (statali, pensionati d’oro, clientele varie), l’altra (fatta di autonomi, giovani, disoccupati, piccoli imprenditori onesti) che sta morendo per la crisi, è disperata e vuole un cambiamento radicale.

Federico Pizzarotti

L’analisi del leader dei 5 Stelle, anche se cinica, ha un suo fondamento. Non attribuisce la colpa ai media, anche se qui c’è una sottile vena polemica nelle sue parole, perché definisce i giornalisti “Pennivendoli che da dopo le elezioni politiche diffamano h24 il M5S sui giornali”.  “Non si tratta – dice Grillo – di italiani che hanno sbagliato per consuetudine o per dabbenaggine, ma di persone pienamente responsabili della loro scelta”. La scelta della conservazione dello status quo, delle clientele e dello sperpero di danaro pubblico.

Tutto condivisibile ma c’è un ma. E’ evidente che il messaggio “dirompente” anti-casta e contro la vecchia politica funziona di più al livello nazionale, mentre a livello locale entrano in gioco dinamiche più complesse. Nell’elezione dei Sindaci si votano le persone, ci sono le preferenze e i candidati a 5 Stelle in molti casi erano dei perfetti sconosciuti.

La tendenza ad affidarsi per l’amministrazione della città  – o ancora di più del proprio piccolo comune – a “volti noti” è consolidata nelle abitudini degli elettori italiani. Il cambiamento, anche radicale, quando avviene è conseguenza di una rottura o di uno scandalo: come è stato a Parma, dove eleggere il primo sindaco a 5 Stelle di una grande città, Federico Pizzarotti, dopo i disastri dei partiti, è stato molto più semplice.

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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