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Rita Pavone da Ballando con le Stelle al concerto di Torino: intervista esclusiva

UrbanPost ha avuto l’onore e il piacere di intervistare Rita Pavone, una grandissima artista che ha molto da insegnare ai giovani e che riesce ad infondere carica, positività e voglia di fare a tutti con pochissime parole Da Ballando con le Stelle 2016, dove ha stupito i telespettatori di Rai 1 per la sua energia e per il suo coraggio, Rita Pavone non si è mai fermata ed ora i suoi fan e non solo potranno ritrovarla a Torino, il prossimo 7 Giugno, per un concerto benefico molto importante a cui tutti sono invitati. Ecco cosa ci ha detto.

Il 7 Giugno ci sarà un grandissimo concerto a Torino. Di cosa si tratta e quali sorprese sta preparando per i suoi fan?

Sarà un concerto benefico perché nonostante siamo nell’era del progresso c’è ancora gente che non ha un tetto sotto cui stare. Sarà  un mio concerto con Enrico Cremonesi e con la band con cui ho lavorato anche nel mio disco, intitolato Masters, e canterò alcuni brani storici del mio repertorio, alcuni brani tratti dal disco e qualche cover di altri cantanti, ma la cosa bella è che sarà uno spettacolo con filmati e molte cose carine. Uno spettacolo pieno. Prometto che ci divertiremo tutti, io mi divertirò sicuramente molto in prima persona anche perché mi piace moltissimo cantare, ma usciremo tutti oltre che felici anche soddisfatti di aver fatto qualcosa di buono nella nostra vita.

Come si sta preparando a livello vocale e fisico?

Dopo tre mesi di Ballando con le Stelle ho fatto la mia cura di bellezza, come direbbe Valeria Mazza. Il programma è stata la mia clinica della bellezza. (ride). Sono dimagrita. Sto bene. Fare esercizi fisici porta ad acquistare una maggiore apertura di polmoni. Sono nel mio habitat naturale e sarà uno spettacolo molto carino. La gente si divertirà moltissimo e ci divertiremo noi. Abbiamo bellissimi brani swing, bellissimi brani tratti da Master. Sarà veramente una grande serata e che ci darà modo di aver speso qualcosa di noi per qualcos’altro. È bello che le due cose possano fondersi insieme.

Ci sarà spazio per una sua esibizione di ballo visto quanto ha imparato durante la partecipazione a Ballando con le Stelle 2016?

Se verrà a trovarmi Simone Di Pasquale, che ha detto che forse veniva, penso che si potrà fare anche un numero di ballo, ma verranno anche altri amici. Qualcuno mi ha promesso di fare una scappata e se verranno magari ci delizieranno con una improvvisata e sarà bello anche questo. È bello quando ci si ritrova e ci si diverte a fare qualcosa insieme perché diventa un momento magico. Il più delle volte le cose improvvisate riescono meglio di quelle tanto preparate.

Che bilancio traccia della sua esperienza a Ballando con le Stelle 2016?

Molto positivo. Prima di tutto è stata una sfida con me stessa e tutti si sono chiesti come facessi a 70 anni …. ma se uno sta bene e si sente di avere un fisco che regge, il mio pare che regga ancora … non bisogna lasciarsi asfaltare dalla vita, ma bisogna asfaltare la vita. Bisogna vivere alla giornata, sentirsi felici di quello che si fa. Io ho trovato bellissima questa esperienza. Se non avessi avuto quella costola rotta, proprio una settimana prima, con quel versamento pleurico che non mi ha permesso di fare niente di più, forse avrei dato del filo da torcere ai due che mi hanno passato sul podio. Oltre a ciò è stata una bellissima esperienza anche dal lato umano e non solo professionale. Il team di lavoro di Milly, che non finirò mai di ringraziare per aver pensato a me, è una vera famiglia ed è stato bello anche lavorare con i miei colleghi. Io ho avuto un rapporto bellissimo con Salvo Sottile, con Iago Garcia, con Enrico Papi, con Asia Argento, Platinette … Ci sono stati momenti molto belli vissuti insieme; momenti che a volte sono anche irripetibili perché poi la vita ci porta a fare altre cose, ma in questi mesi ci siamo veramente divertiti e abbiamo legato profondamente. Un’esperienza, insomma, che mi ha sicuramente arricchito.

Oltre a ciò ho ricevuto una proposta da “Bailando con les estrellas” in Argentina, volevano che andassi, ma io avevo altri impegni. Mi volevano, cioè, a ballare il tango in Argentina. Mi è dispiaciuto dire di no perché avevo già altri impegni, ma mi ha fatto enorme piacere tutto ciò e mi sembrava anche incredibile. Come se uno chiamasse un argentino per ballare la Tarantella in Italia. Il fatto che mi chiamassero perché erano rimasti colpiti dal mio tango è stata una cosa bellissima. Questo secondo me è già una cosa che mi ha galvanizzato. Convincere gli argentini è sicuramente qualcosa di fantastico. Qualcuno mi ha scritto che ero “portegna” … che ero una argentina. Insomma è come aver vinto la coppa.

Ha avuto modo di leggere sui social tutti i complimenti che le facevano?

È stato bellissimo vedere che tutti scrivessero “dovevi vincere”. È andata così, però abbiamo venduto bene la pelle. Io ho dovuto firmare perché il medico non mi consentiva di partecipare; ho firmato, mi sono presa la responsabilità, ho sollevato da ogni responsabilità tutti. Ho detto facciamo il ballo puro, non facciamo prese, però non voglio gettare la spugna. Io sono rossa e sono torinese … (ride) Sono cocciuta. Io sapevo che avrei potuto farcela, bastava che stessi meglio. I primi cinque giorni sono stati orrendi, poi però ho recuperato. Simone Di Pasquale è stato veramente un ballerino straordinario perché mi ha sostenuta, ha sempre cercato di aiutarmi in tutte le cose e l’ultima serata è stato prodigioso.

Un consiglio per chi vorrebbe intraprendere la sua stessa carriera?

Crederci, amare il mestiere che si fa. Non pensare tanto ai quattrini e al successo, ma pensare a fare qualcosa che ti renda felice. Io ero felice di cantare e avrei fatto anche la corista pur di calcare un palcoscenico. Poi la vita mi ha regalato molto, molto di più e non sarò mai abbastanza grata per questo. Era quello che volevo fare. È stata tutta una conseguenza di questo mio amore per questo mestiere, una conseguenza che mi ha regalato tanto. Se non si ama questo mestiere e si pensa solo ai frutti, alla popolarità e a quello che si guadagnerà si parte già con il piede sbagliato. Quelli che ci credono devono crederci fino alla fine. Ha ragione Morandi nel dire che solo quando la campana suonerà vorrà dire che hai finito. Fino a quel momento battiti, lotta perché ogni cosa che guadagni e che arriva sarà sempre qualcosa di emozionante e che ti gratifica anche per lo sforzo che hai fatto.

rita pavone

Se dovessero chiamarla come giudice in qualche talent accetterebbe?

Mi piacerebbe molto anche perché io vengo dal primo talent, la madre di tutti i talent che era La festa degli sconosciuti che si faceva ad Ariccia, (una festa conosciuta anche come Talentiere). Due semifinali, una serata. Io ho seguito mio marito in tutte le sue scoperte: Baglioni, Montesano, I Rocks Marcella Bella e tanti altri …. Il mio lavoro mi ha consentito di girare il mondo e di vedere come lavorano gli altri. Credo di conoscere il mondo musicale attuale e quello che c’è stato e credo che sia importante per un giudice avere delle conoscenze che ti permetta di parlare e di confrontare parlando non solo dei personaggi contemporanei, ma anche di chi ha ispirato i personaggi che ora vanno per la maggiore, parlo di Tony Bennett, Judy Garland, Sammy Davis Jr,… Parlo di quelli che hanno fatto la musica. Lady Gaga, come cantante pop, si è rivelata una splendida cantante swing e jazz insieme a Tony Bennett e vuol dire che ha studiato. Bisogna perciò aver delle basi come la ballerina che deve conoscere dalla Fracci alla Cosi da Baryshnikov a Nugaev, ma anche  Fred Astaire, Janet McDonald… è importante che uno abbia studi su quale poi potrà dire delle cose. Non è tanto arrivare, si arriva più facilmente, si vendono molti meno dischi, però il più oggi è “lo stare”. Si vede il tutto alla lunga. Avere una gavetta ti permette di lavorare sulla tua professione. Mi piacerebbe giudicare in un talent perché i giudizi dovrebbero essere più costruttivi. Molti lo sanno fare molto bene

Ha già adocchiato un talent?

No non faccio nomi. Li seguo tutti e tutti mi piacciono. Amici è un grande talent come The Voice e X Factor, Ciascuno ha un suo modo di esprimersi. Guardo anche quelli dall’Inghilterra, dall’America con coach e giurati con personalità, persone che hanno un passato e possono dare un giudizio in grado di aiutare l’artista e di arricchirlo, non sminuirlo.

Se dovesse dedicare una delle sue canzoni a qualcuno, un amico, un conoscente, un collega, un personaggio della politica … cosa dedicherebbe e a chi?

La politica mi sta annoiando, c’è tanta ipocrisia, tutti parlano di mettere a posto … poi il più pulito c’ha la rogna … Io gratifico me stessa quando canto le mie canzoni. Diciamo piuttosto che dedicherei “Come te non c’è nessuno” alla persona che ritengo il mio eroe perché senza di lui non ci sarebbe Rita Pavone, ovvero a mio padre, Giovanni Pavone. È stata la persona che ha creduto in me sempre e ha lottato sempre. Non si è mai arreso davanti a niente e nessuno e se oggi io posso essere felice, beh al 99.9 % è stato un risultato suo.

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