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Road rage, la ‘rabbia da strada’ dell’uomo di città

Le città sono delle jungle e la specie umana che le abita ancora non si è abituata a reggere certi ritmi di stress quotidiani inevitabili. Il risultato? L’uomo è continuamente stimolato, messo in una tale condizione di ‘stress sociale’ da divenire aggressivo e tirare fuori i suoi peggiori istinti. Ne è una prova il fatto che in Italia le liti condominiali siano causa di oltre la metà dei procedimenti giudiziari, mettendo in luce l’incapacità umana di convivenza civile e rispetto delle regole del buon vivere tra persone che non si sono scelte. stress

Adriano Zamperini, docente di Psicologia sociale all’Università di Padova, definisce così l’istinto primordiale dell’uomo alla diffidenza: “Psicologicamente l’uomo è programmato per vivere in piccoli gruppi, all’interno dei quali si formano forti legami sociali, per innato istinto ‘primitivo’. E’ quindi normale che le situazioni di affollamento in cui l’individuo è costretto a convivere con sconosciuti diventino a rischio”.

Non è affatto un caso che certe incontrollate esplosioni di rabbia avvengano nella maggior parte dei casi quando si è al volante: etologici e psicologi sociali Usa parlano proprio di “road rage”, la rabbia da strada che scoppia improvvisa nel guidatore, prendendo la forma di insulti e minacce gestuali e verbali. Circostanza in cui l’auto diviene un involucro protettivo per l’uomo che rifugge il contatto vis-à-vis con l’altro, sconosciuto. Un sovraccarico cognitivo che in città rende l’uomo più pericoloso, lasciando un ‘marchio’ nel cervello: è quanto afferma una ricerca tedesca effettuata dai ricercatori dell’Università di Mannheim, secondo cui le persone sottoposte a condizioni di stress urbano subiscono una sovrattivazione dell’amigdala, piccolissima area cerebrale che svolge la funzione di sensore del pericolo. Escludendo quelle personalità maggiormente predisposte alla collera improvvisa e incapaci di gestire i conflitti, “esistono comunque persone ‘normali’ ma emotivamente immature che, in caso di contrasti, hanno più facilmente reazioni violente”, spiega Daniele Novara, pedagogista e fondatore del Centro psicopedagogico per la gestione dei conflitti di Milano e Piacenza.

 

 

 

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