in ,

Roberta Ragusa: anche gli zii e i cugini contro Antonio Logli durante il processo

In 16 tra zii, cugini, e i figli, potrebbero costituirsi parte civile, e chiedere dunque il risarcimento dei danni, nel processo contro Antonio Logli per la scomparsa di Roberta Ragusa. Da tempo è stata confermata la notizia per la quale, pur non essendo mai stato ritrovato il corpo della donna, e non avendo più sue notizie da tre anni, il marito, Antonio Logli, è stato rinviato a giudizio per omicidio volontario e soppressione di cadavere. La prima udienza è stata fissata il 6 marzo 2015, ed è stato già reso noto che i figli  forse si costituiranno parte offesa in giudizio contro il padre.

Il figlio più grande, Davide, oggi maggiorenne, è stato recentemente avvistato con il papà davanti al tribunale, segno che i rapporti tra i due non sarebbero così incrinati come descritto da media e giornali. Si preannuncia dunque un periodo difficile per il ragazzo, diviso tra l’affetto per il padre, ed il desiderio di scoprire la verità sulla sparizione dell madre. Se davvero confermasse la costituzione di parte civile in giudizio, ciò significherebbe considerare il padre colpevole del reato lui ascritto.

Con questo atto verrebbe messo in discussione il solido rapporto costruito tra i due in questi anni. Un legame forte, basato su senso di protezione del genitore verso il figlio, protezione che, a giudizio delle cugine di Roberta, che da tempo, ormai, non hanno più contatti con i Logli, sarebbe stato anche eccessivo. “Quello che ci addolora è che i ragazzi pensino davvero che la loro mamma se ne sia andata volontariamente”, hanno dichiarato detto più volte le parenti.

strage parigi

Attentati terroristici: Roma sarebbe nel mirino secondo le intercettazioni

cuba papa francesco

Papa Francesco replica all’accusa di essere “comunista”: “Occuparsi dei poveri é Vangelo”