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Roberta Ragusa gettata tra i rifiuti? La posizione di Antonio Logli si aggrava

Antonio Logli, indagato per l’omicidio di sua moglie Roberta Ragusa, è anche accusato di distruzione di cadavere. Sono tantissime le prove indiziarie che lo collocano in via Gigli insieme a Roberta, proprio la notte in cui scomparve. Lui ha sempre negato, e agli inquirenti ha ribadito di non essere mai uscito di casa quella sera. Ma i testimoni ed alcune intercettazioni telefoniche lo smentiscono.

Dalle ultime indiscrezioni emerse, inoltre, la sua posizione sembrerebbe compromettersi sempre di più: c’è un particolare che alimenta l’ipotesi che l’indagato si sia disfatto del corpo della donna, già all’indomani della sua scomparsa. Come anticipato a Pomeriggio 5 qualche giorno fa, Logli alle 7.30 del 15 gennaio andò alla Geste, ditta di San Giuliano dove fa l’elettricista, che si occupa di igiene e manutenzione urbana.

Il direttore dell’azienda ha confermato la presenza di Logli, quella mattina, sul posto di lavoro, benché avesse preso un giorno libero. E anche quattro dipendenti, interrogati dagli inquirenti nei giorni scorsi, hanno detto di averlo visto. Perché Logli, quando già la moglie era sparita, è andato alla Geste? Tra le ipotesi investigative più accreditate, ci sarebbe quella secondo cui l’indagato avrebbe gettato il corpo della moglie in uno dei cassonetti che si trovano nell’azienda. Roberta Ragusa è quindi finita tra i rifiuti? Questi ed altri nodi dovranno essere sciolti in sede di processo, e Antonio Logli dovrà spiegare perché non ha mai detto agli inquirenti di essere andato alla Geste.

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