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Roberta Ragusa giallo foto: Antonio Logli andò davvero a casa di Loris Gozi per cercarla?

Scomparsa Roberta Ragusa news a Quarto Grado: Antonio Logli si recò davvero a casa del vicino Loris Gozi con in mano la foto incorniciata della moglie, scomparsa da qualche ora, per chiedere se lui l’avesse vista? E’ questa la testimonianza che ha inchiodato Logli, più di tutti gli altri indizi a suo carico raccolti dalla Procura, condannato con rito abbreviato anche in Appello a 20 anni di reclusione. L’imputato ha sempre negato il fatto.

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ROBERTA RAGUSA figlio

Il giallo della foto di Roberta Ragusa: Loris Gozi è attendibile?

Era la mattina del 14 gennaio 2012, Logli disse di avere appreso della scomparsa della moglie al mattino, dopo essersi svegliato. La stava cercando e, il teste Loris Gozi non ha mai indietreggiato di un passo circa la sua testimonianza, alle 10:30 si sarebbe recato da solo con in mano la foto della donna a casa di Gozi per chiedere informazioni. “Il signor Logli era molto nervoso, bianco pallido e agitatissimo”, ha sempre precisato Gozi, “fu mia suocera ad aprire la porta, in casa c’era anche mia moglie, lo abbiamo visto in tre”. Circostanza questa che Antonio Logli ha sempre negato categoricamente e lo ha fatto, proprio nell’intervista recente rilasciata a Quarto Grado, adducendo un particolare: “Non sono mai andato a casa di Loris Gozi, oltretutto non potevo avere con me la foto incorniciata di cui lui parla, perché in casa non avevamo foto di Roberta. Fu mio figlio a stampare quella foto ma ore più tardi, quando rientrò da scuola”.  La difesa di Logli nei due processi ha inoltre asserito che nella fascia oraria della presunta visita di Logli a Gozi – 10:00/11:30 – il marito di Roberta Ragusa non fu mai solo e alle 10:30 ricevette la visita dell’amico Fabrizio Meini, dunque “è impossibile che Gozi lo abbia visto da solo”. L’avvocato Nicodemo Gentile ospite in studio ha però precisato che al tempo già il Procuratore indicò in quel lasso di tempo un buco temporale di almeno dieci minuti in cui l’imputato avrebbe potuto raggiungere, da solo, la casa del vicino Gozi.

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Antonio Logli andò davvero a casa di Gozi in cerca della moglie?

La difesa di Logli contesta l’attendibilità della testimonianza di Loris Gozi – ritenuto invece credibile dai giudici in entrambi i processi di primo e secondo grado – perché in diversi passaggi si sarebbe contraddetto, fornendo particolari diversi sugli stessi fatti, in particolare circa il modello dell’auto su cui vide Antonio Logli la notte della scomparsa di Roberta Ragusa, sull’orario dell’avvistamento ed altro. Eppure sul fatto che Logli l’indomani avrebbe citofonato a casa sua il teste non ha mai arretrato. Gozi è più che certo di ciò che dice. Logli – lo hanno appurato le indagini – la mattina di quel 14 gennaio non andò da nessun altro vicino di casa a cercare la moglie. Avrebbe bussato solo alla porta di Loris Gozi, perché? L’ipotesi è che, essendosi accorto che la notte precedente in due diversi momenti Gozi lo vide in strada litigare con una donna (presumibilmente Roberta Ragusa), andando da lui volesse accertare di persona cosa effettivamente Gozi avesse visto ma soprattutto se lo avesse riconosciuto. “Logli la mattina in cui venne a casa mi chiese di poter dare un’occhiata al cortile e io dissi di sì. Quando controllò puntò lo sguardo proprio verso il tratto di strada in cui l’ avevo visto la sera prima …”.

Loris Gozi accusato da tre sensitive

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