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Roberta Ragusa, il caso in Cassazione: Antonio Logli sarà processato?

Arriva in Corte di Cassazione il caso relativo alla misteriosa scomparsa di Roberta Ragusa, dopo che lunghe indagini portarono in un nulla di fatto e nel “non luogo a procedere” a carico del marito, Antonio Logli, deciso il 6 marzo scorso da giudice dell’udienza preliminare, Giuseppe Laghezza, per “insufficienza di prove” a suo carico e la mancata certezza dell’avvenuto omicidio della donna il cui corpo non è mai stato ritrovato.

Roberta Ragusa scomparve nella notte tra 13 e 14 gennaio 2012 da San Giuliano Terme (Pisa), dopo avere scoperto – questa è l’ipotesi investigativa degli inquirenti – casualmente che il marito aveva una relazione extraconiugale con Sara Calzolaio, baby sitter dei loro 2 figli ed ora compagna e convivente del Logli. Una lite furibonda tra i coniugi sarebbe dunque sfociata in omicidio e l’uomo, secondo la Procura di Pisa, avrebbe poi distrutto il cadavere della consorte.

L’indagato si è sempre dichiarato innocente ed estraneo alle accuse, anche se la sua versione dei fatti (allontanamento volontario della moglie, dovuto a presunta perdita di memoria cagionata da un incidente domestico) non ha mai convinto gli inquirenti. Ora le carte dell’inchiesta saranno valutate dai giudici della Cassazione, che tra poco più di un mese – il 17 marzo 2016 – dovranno decidere se confermare la sentenza di proscioglimento pronunciata dal tribunale di Pisa, o accogliere il ricorso della Procura, annullare la succitata sentenza e rinviare a giudizio l’indagato.

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