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Roberta Ragusa, nuovi indizi e piste investigative: presto un’altra indagine?

Qualora il Gup di Pisa il prossimo 18 novembre, data dell’udienza preliminare, decidesse di rinviare  a giudizio Antonio Logli per il presunto omicidio della moglie, l’inchiesta sulla scomparsa di Roberta Ragusa potrebbe allargarsi e ‘battere’ anche altre piste investigative.

Esiste infatti, oltre agli indizi raccolti a carico dell’uomo da parte della magistratura, tutta una serie di ipotesi ‘altre’ che negli ultimi mesi sono emerse – scatenando un notevole interesse mediatico – soprattutto in virtù dell’impegno del giornalista del Corriere della Sera, Fabrizio Peronaci, che attraverso il suo assiduo impegno investigativo ha raccolto un numero non indifferente di indizi, elementi oggettivi e testimonianze tali da far ritenere quantomeno doveroso un approfondimento da parte della magistratura, e che potrebbe concretamente avere inizio qualora Logli andasse a processo.

Un’indagine parallela, dunque, che dovrebbe far luce sulla ormai nota pista del corpo occultato nel boschetto vicino alla stazione di San Giuliano Terme, così come quella del cimitero di Orzignano; ultime in ordine cronologico, quelle relative al corpo sepolto sotto l’asfalto della rotatoria di Gello, e alla testimonianza del signor Lando, dipendente della ditta Geofor di Pisa, azienda che si occupa di smaltimento rifiuti e raccolta differenziata che riferì agli inquirenti di aver visto Logli gettar via dei documenti poco tempo dopo la scomparsa della moglie.

Il materiale per aprire un’altra indagine, dunque, c’è, e sembra essere corroborato da testimonianze e elementi concreti. Nei prossimi mesi, dunque, sapremo se la Procura riterrà opportuno e necessario compiere accertamenti in merito.

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