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Roberta Ragusa, tre anni fa la scomparsa: il processo ad Antonio Logli tra misteri e sospetti

Tre anni fa, esattamente nella notte tra il 12 e il 13 gennaio, spariva nel nulla dalla sua casa di Gello di San Giuliano, Roberta Ragusa. Quella che inizialmente fu portata avanti come un’indagine per allontanamento volontario, divenne nei mesi un’inchiesta per omicidio. Sappiamo tutti che il primo a finire nel mirino degli inquirenti fu da subito il marito della donna, Antonio Logli, che con lei gestiva una scuola guida e, da quanto emerso nelle indagini, non viveva un felice matrimonio.

Ben presto la relazione extraconiugale portata avanti da 8 anni con la baby sitter dei suoi figli, Sara Calzolaio, e le parole di tre testimoni (in primis quella di Loris Gozi) giudicati attendibili dalla Procura, che dissero di averlo visto litigare in via Gigli con la moglie proprio la notte della sua scomparsa, fecero di Antonio Logli il sospettato numero uno. E proprio a questo si è giunti: per l’elettricista della ditta Geste, padre di due figli, la Procura della Repubblica di Pisa ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio volontario e distruzione di cadavere. Il cadavere di sua moglie Roberta, di cui non si è trovata traccia in tre anni di ricerche assidue fatte su più fronti. Sospetti, congetture, ipotesi investigative e quant’altro, infatti, non hanno portato alla identificazione della donna che sembra come essersi volatilizzate nel nulla in seguito ad una violenta lite avuta con il marito, proprio la sera del 13 gennaio.

Un appunto lasciato da Roberta e alcune parole confidate al suo medico personale, hanno permesso agli investigatori di credere possibile un litigio col coniuge dopo aver scoperto l’identità della sua amante: Sara, la giovane donna che accudiva i suoi figli e si mostrava a lei come un’amica fidata. Un doppio sconvolgimento per Roberta che, sempre secondo la ricostruzione dei fatti portata avanti dagli investigatori, avrebbe litigato con il marito Antonio il quale, perdendo il controllo delle situazione, l’avrebbe uccisa dopo quella lite furibonda. Queste ed altre sfaccettature di quella tragica sera saranno scandagliate durante il processo, la cui udienza preliminare è stata fissata dal Gup per il prossimo 6 marzo. I figli di Antonio Roberta ed altri familiari della mamma di Gello, per un totale di 16 persone, si costituiranno parte civile nel processo in quanto persone offese.

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