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Roberta Ragusa ultime news ‘piste alternative’: il giallo della lapide nel cimitero di Orzignano

In attesa che il prossimo 18 novembre il Gup di Pisa si pronunci in merito alla richiesta di rinvio a giudizio a carico di Antonio Logli, a Pomeriggio 5 oggi si è tornati a parlare delle cosiddette “piste alternative” relative al caso Roberta Ragusa, approfondite e sviscerate negli ultimi mesi dal giornalista del Corriere della Sera, Fabrizio Peronaci.

In particolare l’attenzione si è focalizzata sulla misteriosa lapide collocata in un loculo del cimitero di Orzignano, poco distante dal paese in cui abitava con la famiglia la donna scomparsa la notte del 13 gennaio 2012. Una lastra di marmo con su scritto il nome “Vanni Emilia”, la cui salma però, contrariamente a quanto sarebbe logico supporre, non si troverebbe in quel loculo (quella tomba è vuota) ma sarebbe sepolta altrove insieme ad altri membri della famiglia. Chi, dunque, ha aperto quella tomba? E perché?

Sulla scorta dei numerosi spunti investigativi raccolti in mesi di indagini proprio da Peronaci, sono stati ipotizzati durante la trasmissione i presunti spostamenti cui sarebbe stato sottoposto il cadavere di Roberta Ragusa prima di essere distrutto per sempre. Secondo questa ipotesi il corpo della Ragusa sarebbe stato dapprima occultato temporaneamente in quel loculo, poi trasportato nel boschetto a ridosso della stazione ferroviaria di San Giuliano Terme, dove la vigilessa del paese avrebbe notato “strani movimenti”, ed infine bruciato e distrutto per sempre nel forno crematorio del cimitero di Pisa, il cui contatore alcune ore dopo la scomparsa della mamma di Gello avrebbe registrato l’anomalo consumo (pur essendo in disuso da mesi) di diversi metri cubi di gas, facendo ipotizzare, dunque, che possa essere stato utilizzato da qualcuno.

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