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Roberto Baggio oggi, 50 anni del Divin Codino: poesia, arte, calcio (VIDEO)

Roberto Baggio oggi 18 febbraio 2017 compie 50 anni. Il Dio del calcio italiano festeggia il prestigioso traguardo. Lui, nato il 18 febbraio 1967, croce e delizia per gli amanti del calcio. Spesso delizia, solo una volta croce, ma che volta. Roberto Baggio rievoca ricordi di un calcio che non c’è più, ma che non per forza indica un peggioramento dello sport più seguito dagli italiani. Certo, quando nominiamo Roberto Baggio la mente, inevitabilmente, ci rievoca un altro grande del passato: Bruno Pizzul. Quel suo ‘Roberto, Roberto, Roberrrrto Baggio’ è un mantra per chi si è affacciato nel mondo del calcio negli anni ’90 e chi ha iniziato a prendere in considerazione la professione giornalista proprio per merito di Pizzul. Ma torniamo a Roberto Baggio. Oggi 50 anni. Lui, Firenze, Carletto Mazzone, Marcello Lippi, San Siro e quel maledetto pomeriggio brasiliano. Roberto Baggio è tutto questo.

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Roberto Baggio è l’uomo icona della rivalità tra Firenze e Torino (sponda Juventus): il suo addio spinse gli ultras gigliati a scendere in piazza per impedire a Roberto di andare via, proprio agli acerrimi rivali di una vita. Roberto Baggio e la Juventus, un amore sbocciato e appassito in pochissimo tempo, così come con il Milan e con l’Inter, sintomo che un grande campione può non essere perfetto. Con Roberto Baggio i problemi gestionali per gli allenatori – vedi Capello e Marcello Lippi – non sono mancati. Ma anche due ‘cocciuti’ come i tecnici sopracitati hanno dovuto mettere da parte l’orgoglio. Poteva essere altrimenti? Quando scendeva in campo Roberto Baggio era poesia. Poesia allo stato puro. Poesia ancora viva negli occhi degli amanti del calcio. Poesia che non tornerà più perché da quando Baggio non gioca più non è: “Più domenica”, come canta Cesare Cremonini in Marmellata 25.

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Roberto Baggio è anche l’uomo della sfortuna. Tanta, come Ronaldo. Roba che Moratti dovrebbe aver tentato più volte il suicidio: due dei più grandi calciatori della storia del calcio insieme, nell’Inter, sfortunatissimi e infortunati. Baggio è poesia perché è anche provincia: Bologna e Brescia, con un passaggio quasi assicurato a Reggio Calabria (Reggina) di cui poi non se ne fece nulla. Colpa di Carletto Mazzone. Lui che gli diede una nuova giovinezza. Roberto Baggio capace di far diventare giocatore di calcio anche Igli Tare. Roberto Baggio che tutti avrebbero voluto in Corea e Giappone: il 2002, 12 anni dopo, sarebbe stato il suo anno. Il riscatto. Un recupero lampo, una petizione popolare. Roberto Baggio in Nazionale. Ma non per Giovanni Trapattoni. Che di fenomeni in quella squadra ne aveva, ma che un piccolo spazio per Roberto avrebbe potuto anche trovarlo.


Roberto Baggio oggi festeggia 50 anni. Ed è forse l’unico calciatore capace di unire ogni tifoseria. Con lui non esistono divisioni, non sussistono partiti pro e contro. Roberto Baggio è per tutti calcio. E quell’omaggio dello stadio San Siro, in quella ‘terribile domenica sportiva’, resta una delle pagine più belle di sport dell’ultimo decennio. Tanti auguri Roberto Baggio. Per te, oggi, in questo calcio non c’è spazio. Perché ce lo meritiamo.

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