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Roberto Pannunzi, re del traffico di droga per ‘ndrangheta e mafia, arrestato in Colombia

Roberto Pannunzi, re del traffico di droga per ‘ndrangheta e mafia, è stato finalmente arrestato. Era in Colombia da latitante, dopo essere evaso dai domiciliari nel 2010, mentre era ricoverato in una clinica romana per problemi di salute. Di lui avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione dell’arresto di un altro pezzo da novanta del narcotraffico, quel Domenico Trimboli con cui intratteneva rapporti professionali (si fa per dire).

Roberto Pannunzi

Roberto Pannunzi, classe ’48, è considerato dalla Magistratura italiana che ne segue le tracce criminali fin dagli ’80, e dalla stessa Interpol uno dei più pericolosi narcotrafficanti del mondo. Già considerato referente della ‘ndrina di ‘Ntoni Macrì, storico padrino della ‘ndrangheta di Siderno, inizia negli anni ’80 a trattare eroina con i gruppi calabresi operanti in Canada e negli Stati Uniti.

Ma il canale privilegiato di Pannunzi diventa presto la Colombia: qui stringe accordi con i potenti cartelli locali. Tra le fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 il business è ancora l’eroina: c’è anche Roberto Pannunzi dietro l’avvio di una grande raffineria di eroina in Lombardia, nel bergamasco, a Rota Imagna, operazione per la quale viene arrestato nel 1990 anche il trafficante-killer delle cosche di Platì, Saverio Morabito.

Proprio da questa vicenda e dal successivo pentimento di Saverio Morabito, sarebbe nata poi la più grande operazione finora conclusa contro la ‘ndrangheta al nord Italia, l’operazione “Nord-Sud”. La maxi inchiesta, conclusasi con una pioggia di ergastoli, svelò la potenza delle cosche della ‘ndrangheta della fascia jonica calabrese, soprattutto nel narcotraffico, ed il ruolo dello stesso Pannunzi, poi arrestato nel 1994.

Evaso un’altra volta, il re della coca di Siderno finisce di nuovo nei guai con l’operazione “Igres”, ancora una volta intessendo i rapporti tra le ‘ndrine di Platì e Cosa Nostra siciliana, per mezzo dell’amicizia con Salvatore Miceli, boss della famiglia di Salemi apprezzato anche dal super-latitante Matteo Messina Denaro. Catturato di nuovo in Spagna nel 2004. tra detenzioni ed evasioni arriviamo al 2010 ed alla nuova fuga, le nuove trame che dalla Colombia portano anche in Sicilia, segno che il re del narcotraffico continuava a lavorare sia con i capibastone della sua regione d’origine, sia con i capi mafia di Cosa Nostra siciliana.

Individuato grazie alle investigazioni della Direzione centrale per i servizi antidroga ed il prezioso lavoro del Gico della Guardia di Finanza e del Ros dei Carabinieri, ora Pannunzi regolerà i suoi conti con la giustizia italiana: la Magistratura italiana, sulle sue tracce da tempo, ha ottenuto la sua espulsione immediata dalle autorità colombiane. L’uomo rientrerà quindi in Italia già in serata: la sua fuga (per il momento, visti i precedenti), è finita. Deve scontare al momento un residuo di pena di oltre 12 anni di carcere.

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