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Roma 2024, la possibilità delle Olimpiadi per far rinascere la Capitale

La scorsa settimana è stato presentato ufficialmente il dossier di candidatura alle Olimpiadi del comitato di Roma 2024; una mattinata in cui sono stati elencati i luoghi scelti per ospitare le gare sportive ma soprattutto i benefici che la Capitale e l’Italia intera potrebbero trarre dall’evento a cinque cerchi. L’occasione è senza dubbio ghiotta, riportare la fiaccola olimpica nella Città Eterna a distanza di più di sessant’anni dal quel Roma 1960 che ridiede lustro ad un Paese che aveva bisogno di rilancio.

E allora perché non remare tutti nella stessa direzione, perché non puntare forte su un’evento visto da alcuni come un pericolo più che come un’opportunità? A spaventare i più ci sono gli ultimi eventi organizzati in Italia, dai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, passando per i Mondiali di nuoto 2009 fino ad Expo 2015: gli sprechi, la corruzione, i costi che si gonfiano sono soltanto alcuni dei problemi che potrebbero minare le basi di Roma 2024. C’è chi invoca un referendum, chi ha paura che il prezzo dell’Olimpiade ci trascini nel baratro come successo ad Atene. Dall’altra parte però l’entusiasmo è tanto, c’è la ferrea volontà di andare avanti, contro tutto e contro tutti: Luca Cordero di Montezemolo l’ha fatto vedere sul palco del Palazzo dei Congressi dell’EUR, quando ha coinvolto i presenti in un viaggio di emozioni e di ricordi ma soprattutto ha mostrato come la volontà primaria sia quella di puntare su Roma, sui romani e soprattutto sul rilancio della città recuperando e ammodernando le strutture già esistenti e valorizzando alcune aree periferiche  che negli anni prima sono state messe al centro e poi abbandonate, Tor Vergata ne è l’esempio più lampante.

Storia e fascino della Capitale sarebbero i pilastri da cui partire, il logo scelto ha mostrato fin da subito la direzione presa dal comitato; i 5 miliari di euro di budget previsti ne fanno un progetto “low cost”, di gran lunga inferiore ai 13,5 che accompagnarono per qualche mese Roma 2020, un dossier cancellato dall’austerity imposta dal Governo Monti in un momento in cui l’Italia non avrebbe potuto permettersi un passo così importante. Un’inversione di tendenza c’è stata, seppur piccola e c’è chi vuole cavalcarla per poter accendere il sogno olimpico dell’Italia; il presidente del Coni Giovanni Malagò si è impegnato in questo senso, si è messo in prima fila per sostenere il progetto e accompagnerà il comitato fino al settembre 2017, quando a Lima il CIO deciderà a chi affidare l’organizzazione delle Olimpiadi 2024. Fino a quel giorno, sognare non costa nulla. Per far si che il sogno si trasformi in realtà però c’è bisogno di tutti, c’è bisogno di credere in se stessi e nelle potenzialità di Roma: scrollare la polvere che fiacca la Capitale da tempo, è un’occasione che va colta senza indugi. Accettare la sfida vuol dire rimettersi in gioco, tornare ad essere protagonisti. Roma e l’Italia ne hanno bisogno, il tempo è dalla nostra: rimbocchiamoci le maniche.

#WeWantRoma2024

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