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Roma news, Totti contro Spalletti: ‘Pretendo rispetto’, ma rispetto di cosa?

Spalletti è l’allenatore con cui vorrei chiudere la mia carriera”. Così intonava il capitano della Roma Francesco Totti. Eccoti accontentato, ma sei ancora sicuro di questa tua affermazione? Probabilmente no, visto che alla vigilia di Roma – Palermo, il Pupone ha pensato bene di rilasciare delle dichiarazioni ‘al veleno’ nei confronti del suo amato-odiato allenatore Luciano Spalletti.

“Gestirmi meglio sarebbe un bene per tutti, più che altro avere un po’ di rispetto. Rispetto per quello che ho dato a questa società, a questa squadra”. Ma rispetto di cosa, precisamente? Probabilmente in un altro momento, le parole espresse da capitan Totti avrebbero già portato alla gogna mister Luciano Spalletti. Perchè, si sa, dalle parti di Roma, Totti è legge, Totti è divinità, è un qualcosa che scavalca anche Roma stessa. Bello, romantico, tutto quello che volete, ma non un bene per la squadra.

No, perché il titolo di eterni secondi è ormai un dato di fatto: la Roma si aggrappa a Francesco Totti, fino a 40 anni, quando il declino di qualunque essere umano è fisiologico, tranne il suo. Lo scontro con Spalletti però sembra portare finalmente verso un cambiamento radicale, quasi storico. I tifosi sembrano infatti dividersi, e alcuni, addirittura, le definiscono un errore le sue dichiarazioni.

Prima Maldini, poi Del Piero, poi ancora Javier Zanetti, tutti sono andati avanti. A Roma, oltrepassare il nome di Totti sembra utopia. Quel Francesco Totti che, probabilmente, avrebbe dovuto appendere gli scarpini già parecchi anni fa, ma invece ha chiesto di rimanere. Ed è stato accontentato, con prolungamenti, adeguamenti e pur di far fuori qualunque attaccante sia approdato dalle parti della capitale. Da Vucinic a Menez, da Borriello a Doumbia, e ce ne sono molti altri che adesso non sono citati per dimenticanza. Tutti fatti fuori. Mai che la Roma avesse preso la decisione di investire per un vero bomber, “alla Higuain” per intenderci. Perché? Perché probabilmente il posto di Totti non va, o meglio andava, messo in discussione.

Tutto ciò fino allo scorso luglio, quando dopo mille smentite e prese di posizione, un certo Edin Dzeko è arrivato a Roma con i migliori propositi. “Ao’, uno come Dzeko mica lo possiamo tenere in panchina”. Allora, seppur a malincuore, Francesco Totti è finito a fare il sostituto. Alla veneranda età di 40 anni, precisiamo, quando parecchi suoi colleghi sono già allenatori (e anche da qualche anno). Eppure è un uomo come tutti noi. Perché deve diventare un problema se Totti gioca gli ultimi venti minuti, quando se ne presenta la possibilità? Non ci vuole certo un mago per capire che Dzeko, Perotti, e perfino Sadiq possono dare di più di quanto l’eterna leggenda può dare alla sua squadra.

Spalletti ha trovato il coraggio di fare quello che avrebbero dovuto fare altri allenatori molto tempo fa. Invece no, da Ranieri a Luis Enrique, la brutta fine l’hanno fatta sempre i tecnici non appena hanno provato a metterlo in discussione. Rudi Garcia lo aveva capito, e se l’era fatto amico. Spalletti non ci sta, e il caso è irrimediabilmente scoppiato. Totti chiede rispetto, ma Spalletti deve darlo a lui e anche a tutti i suoi compagni. Duole il cuore a tutti gli amanti dello sport, ma le lancette del tempo non aspettano nessuno.

Foto: As Roma @Facebook

Written by Giuseppe Cubello

Studente all'Università Magna Graecia di Catanzaro. Innamorato dello sport. Sogno di diventare presto giornalista pubblicista.

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