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Roma, sgombero di Primavalle: la foto simbolo del bambino che porta via i libri 

Dove le parole non arrivano, ci pensa la fotografia. L’ennesimo sgombero a Roma, stavolta in via Cardinal Capranica, a Primavalle, periferia nord della capitale, è imprigionato in uno scatto, quello di Massimo Percossi dell’Ansa. Un’immagine simbolo che ritrae un bambino portar via i suoi libri con alle spalle un poliziotto che lo osserva. Da un lato le armi in senso stretto, come il manganello, appartenenti all’agente, dall’altro quelle quasi «invisibili», ma ben più potenti: i libri. Perché l’istruzione, la cultura e la memoria rendono meno cattivi forse – che non significa «essere buonisti» a tutti i costi – e più consapevoli. Finanche più solidali, aperti all’altro. Lo scatto di Percossi in negativo mostra proprio la perdita di umanità, purtroppo figlia dell’indifferenza.

Roma, sgombero di Primavalle: la foto simbolo del bambino che porta via i libri sotto lo sguardo dell’agente

E per quanto tempo ancora si farà finta di non vedere? Il clima nella capitale è incandescente: il bilancio è di tre arresti e varie denunce, senza contare il contorno: militari in tenuta anti sommossa, materassi e cassonetti incendiati, urla, pianti e ancora l’immagine desolante di gente che lancia oggetti dalle finestre. Come riportato dall’Ansa: «dopo gli sgomberi dell’ex Penicellina e dello stabile di via Carlo Felice, gli agenti si sono preparati alla stessa operazione all’ex istituto agrario di via Cardinale Capranica. L’immobile di Primavalle era infatti nella lista prioritaria degli edifici da sgomberare a Roma, decisa dalla prefettura col placet del Viminale, perché la struttura è ritenuta “pericolante”». Si tratta di uno storico palazzo occupato da circa 340 persone con diverse famiglie dal 2003, ma che già tra gli anni ’80 e i primi ’90 aveva visto la gente stanziarsi.

«Uscite poi si troveranno soluzioni abitative!», sgombero a Primavalle: clima incandescente

Ma il tempo in questi casi è nemico: col passare delle ore si è venuto a formare un muro popolare, decine di occupanti si sono ‘barricati’ dentro la struttura e lunghe sono state le trattative con gli agenti per convincere la gente ad uscire. Al fitto lancio di oggetti, le forze dell’ordine hanno risposto con gli idranti. Ma questo è niente. Insulti, spintoni e poi le promesse «Uscite, poi si troveranno soluzioni abitative», pronunciate al megafono dagli agenti, per convincere gli occupanti a venir fuori. E così la polizia si è fatta largo all’interno del palazzo e anche gli ultimi, gli irriducibili, hanno ceduto. Dall’edificio sono usciti italiani, ma soprattutto stranieri, molti con bambini.

Emergenza abitativa: la politica divisa in due

«Alcuni tra gli ormai ex occupanti erano disperati: “ci è stato detto di uscire in dieci minuti”, hanno detto radunando i loro averi nel cortile della struttura» si legge sull’Ansa. Ed è un episodio che desta scalpore, proprio perché l’emergenza abitativa è una questione che divide. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ad operazioni finite, ha dichiarato: «Quello stabile è pericolante. Chi ha attaccato la polizia deve finire in galera, avanti con gli sgomberi a Roma e in tutta Italia!». Dal canto suo il deputato del Pd, Matteo Orfini ha affermato: «Ancora una volta a Roma si considera l’emergenza abitativa come una questione di ordine pubblico mentre è una drammatica questione sociale. Quello che sta accadendo a Primavalle non è accettabile: la militarizzazione al posto del dialogo è l’ennesima dimostrazione della volontà di dichiarare guerra alla povertà. Si evitino inutili prove di forza nei confronti di chi ha la sola colpa di trovarsi in difficoltà!». Dello stesso avviso il consigliere regionale di +Europa, Alessandro Capriccioli, che ha parlato di «una dimostrazione di forza muscolare surreale, spropositata, rivendicata ed esibita al massimo livello possibile!».

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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