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Rosolia in gravidanza: una donna su tre non sa se è protetta

I danni causati dalla rosolia in gravidanza sono irreperabili ed è proprio per questo che l’Iss, Istituto Superiore di Sanità, ha condotto un sondaggio per conoscere quale sia la consapevolezza delle donne su questo tema: i dati emersi, però, non sono incoraggianti.

Il portale a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Iss riporta i dati emersi dal sondaggio che aveva come tema quello della “rosolia in gravidanza”: dai dati racconti, sembra che solo quattro donne su dieci siano vaccinate contro questa malattia e che solamente una donna su tre – tra quelle in età fertile – sia a conoscenza del proprio stato di protezione. “Emerge con forza la scarsa consapevolezza, fra le donne in età fertile, del problema legato all’infezione in gravidanza. La quota di donne suscettibili alla rosolia (perché non vaccinate e con rubeotest negativo) può sembrare relativamente contenuta (quasi il 2%), tuttavia una quota piuttosto alta, più di una donna su tre (37%), non è a conoscenza del proprio stato immunitario nei confronti della rosolia” hanno spiegato dall’Istituto Superiore di Sanità. I dati variano però anche in base alle regioni d’appartenenza delle donne: in particolare, il numero di donne che si dichiara vaccinata va dal 21% della Val D’Aosta e il 27% della Calabria sino al 65% del Veneto. La percentuale varia poi anche in base all’età e al livello di istruzione: se nelle giovani tra i 18 e 24 anni la percentuale di vaccinate arriva al 57%, nella fascia d’età 35-49 anni si scende al 34%.

Ma cos’è la rosolia e quali danni può portare al bambino se contratta in gravidanza? Causata da un virus della famiglia Rubivirus, è una malattia infettiva che si manifesta con eruzioni cutanee simili a quelle del morbillo o della scarlattina e che generalmente, se contratta da bambini, non reca conseguenze di alcun tipo: se contratta in gravidanza invece, oltre al rischio di non essere identificata, può recare gravi danni al feto. Contratta nei primi tre mesi di gravidanza, la rosolia può portare ad un aborto spontaneo ma anche a morti intra-uterine o gravi malformazioni al feto: come raccomanda l’Iss, è bene quindi essere informati sul proprio stato di protezione dalla rosolia ed eventualmente, soprattutto se intenzionate ad avere un bambino, ponderare l’idea di vaccinarsi.

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