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Rottura legamento crociato: Milik, Montolivo e Marchisio quanti casi in Serie A

Arkadiusz Milik, attaccante del Napoli, è soltanto l’ultimo in ordine di tempo ad aver subito la rottura del legamento crociato. Dal 2000 ad oggi le rotture (o lesioni) del legamento crociato, nel mondo del calcio professionistico, ma in quello dilettantistico, sono aumentate in maniera vertiginosa. Un infortunio sempre più comune nel mondo del calcio per via del numero enorme di partite da disputare, ma anche per via del cambiamento del metodo di allenamento (l’allenamento fisico spesso prevale su quello tecnico, sopratutto in Italia) e dei ritmi di gioco in continuo aumento. Sono stati parecchi gli ortopedici a lanciare avvertimenti sul numero di partite troppo elevato a cui sono sottoposti i calciatori, tra cui il professor Pier Paolo Mariani, ortopedico chirurgo a Villa Stuart.

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Sono tanti i casi di rottura del legamento crociato, soprattutto tra giocatori che militano in Serie A. Ultimo, primo di Milik era stato Riccardo Montolivo, uscito in barella contro la Spagna dopo un normale scontro di gioco. Il milanista dovrà stare fuori sei mesi. E’ quasi giunto alla fine del calvario, Claudio Marchisio, che si ruppe il legamento crociato anteriore in uno scontro di gioco con Vazquez del Palermo e fu costretto a saltare gli Europei. Ancora in Serie A, vengono in mente gli infortuni ai giallorossi Antonio Rudiger, infortunatosi in una partitella con la nazionale durante la preparazione dell’Europeo e Mario Rui, che ancora non è riuscito a fare il suo esordio in giallorosso per via della rottura del legamento crociato. Tra le rotture del legamento crociato “storiche”, bisogna ricordare quelle di Kevin Strootman Pepito Rossi. L’olandese della Roma riportò una lesione al legamento crociato, ma quella fu solo l’inizio di una lunga serie di interventi e infortuni che hanno tenuto la “Lavatrice” lontano dai campi per quasi due anni. Sorte peggiore, invece, per Pepito Rossi che praticamente fu costretto a saltare tre anni della sua carriera (dal agosto 2011 all’aprile 2014) in cui sembrava essere tornato ai suoi livelli con la maglia della Fiorentina, dopo essere stato ceduto dal Villareal.

Se negli ultimi tempi sono aumentate esponenzialmente le rotture del legamento crociato, è altrettanto vero che i tempi di recupero per un infortunio del genere si sono notevolmente abbassati. In passato, il recupero per rottura del legamento crociato era stimata intorno ai 9 mesi, per poi scendere a 6 mesi negli ultimi tempi. In tempi ancora più recenti, però, l’ortopedia chirurgica ha fatto passi in avanti, che hanno permesso di strutturare le fasi del recupero in maniera più funzionale e soggettiva. Vengono infatti fissati degli obiettivi e nel momento in cui l’obiettivo viene raggiunto il paziente potrà proseguire allo step successivo. Molto spesso, i tempi di recuperi possono dunque ridursi intorno ai 4-5 mesi. Tra i casi più eclatanti va citato, ovviamente, Roberto Baggio. Alla veneranda età di 35 anni e con un’infinità di infortuni e acciacchi alle spalle, il Divin Codino si ruppe il legamento crociato anteriore in Coppa Italia con la maglia del Brescia. 9 mesi, 6? Macché, 76 giorni!! Giusto in tempo per rientrare e segnare una doppietta alla Fiorentina, fondamentale per la salvezza dei lombardi. Ah già, ma lui non era umano…

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