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Rugby, la tecnologia sbarca nel mondo del pallone ovale: occhio di falco ma non solo

Il 2015 era attesissimo da tutti gli appassionati di rugby visto lo svolgersi dei Mondiali in Inghilterra, uno degli eventi più affascinanti di tutto il panorama della palla ovale; la Coppa del Mondo ha preso il via il 18 settembre e si concluderà il 31 ottobre con la finalissima, decretando la squadra più forte del globo che succederà ai campioni in carica della Nuova Zelanda. Se non si è esperti di questo sport, non è facile capire come si struttura un match ma soprattutto come si evolve la competizione, dove andare prima, durante e dopo l’incontro e come raggiungere gli stadi per assistere dal vivo alle partite. 

Il Mondiale 2015 però rappresenterà una sorta di spartiacque visto che per la prima volta verrà inserito l’utilizzo della tecnologia “Occhio di falco”, già in uso in altre circostanze e in altri sport e che si è dimostrata molto ultime sia per quanto riguarda le decisioni arbitrali, sia per quel che riguarda la prevenzione medica. L’Occhio di falco rappresenta soltanto la prima di una serie di nuove tecnologie che potrebbero essere impiegate in futuro in questo sport per migliorare le prestazioni, per avere nuovi dati su cui preparare meglio le partite e per aumentare lo spettacolo. Ad esempio, affine per uso all’Occhio di falco, sarà il GPS integrato all’interno del pallone, utile all’arbitro nel prendere una determinata decisione.

Per quanto riguarda la prevenzione e il monitoraggio medico degli atleti, l’utilizzo di bracciali con sensori biometrici permetterebbe allo staff sanitario di una squadra di controllare i parametri di un giocatore come pressione, frequenza cardiaca, idratazione; su questo ultimo punto potrebbe essere utile anche l’applicazione di un sensore sul paradenti. Scontri di gioco e traumi sono all’ordine del giorno nel rugby, specialmente al volto e alla testa: per attutirli ed evitare pericoli c’è il caschetto che ovviamente non è la panacea di tutti mali e proprio per questo un rilevatore d’impatto potrebbe aiutare molto nel capire l’entità e la gravità degli scontri di gioco. Per aiutare invece i giocatori nel migliorare le proprie performance, si potrebbe lavorare sull’inserimento di scarpini con tacchetti “intelligenti”, in grado cioè di adattarsi alle diverse condizioni e alle caratteristiche del terreno; un’altra soluzione, che permetterebbe di rendere più efficace ogni giocata e ogni azione, sarebbe l’utilizzo di lenti a contatto HUD, simili a quelle che usano i piloti di caccia: in questo modo si avrebbe di fronte a se un vero schermo che renderebbe più facile visualizzare le dinamiche in campo. Così come si ha la camera on board per i motori, si potrebbe utilizzare la stessa tecnologia sia per i giocatori che per gli arbitri, in modo da avere una visione diversa per chi sta a casa ma anche per utilizzare al meglio le immagini in “prima persona”. Infine in un futuro dove le sponsorizzazioni stanno prendendo sempre più piede e spazio nello sport, si potrebbe pensare ad una soluzione con LED animati che cambino, in modo da alternare sulle maglie più marchi contemporaneamente. Tutte trovate che potrebbero rendere più tecnologico ed interessante questo sport, magari in vista dei mondiali in Giappone del 2019.

Foto di apertura: Paolo Bona / Shutterstock.com

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